Modalità conchiglia
“Sono in modalità conchiglia negli ultimi mesi… non so perché… vivo più dentro che fuori”. Così in una mail ricevuta. Un’immagine che mi è piaciuta molto.
Forse non tutti sanno che madre della perla è l’ostrica perlifera la quale in presenza di un corpo (un granello di sabbia…) che la natura o la mano dell’uomo immette in essa, secerne sostanze che andranno, unitamente all’acqua, a posizionarsi (cristallizzarsi) attorno a questo corpo e, con lo svilupparsi in cerchi concentrici, daranno vita alla più preziosa gemma che il mare ci dona: la perla. Sarà madre natura a sbizzarrirsi nel dotarla delle più svariate forme, come quella sferica, subsferica, goccia, bottone, barocca, semibarocca e cerchiata.
Noi siamo un io situato in precise circostanze. Qualcosa di esterno si deposita dentro di noi se lo accogliamo e da questo incontro con la realtà (bella o brutta che ci sembri sulle prime) possiamo dare vita a quella perla unica che è la nostra personalità unita alla realtà che abbiamo accolto. A volte rinunciamo a forgiare la nostra unica e meravigliosa perla per paura di lasciare entrare la realtà e rimaniamo vuoti; a volte invece siamo talmente aperti che tutto ci attraversa e ci passa sopra senza possibilità di fermarsi e di formare la perla, non viviamo al didentro, ma solo in superficie.A seconda dei periodi privilegiamo una maggiore o minore apertura al mondo esterno, ma solo il giusto equilibrio – di volta in volta da trovare – fra la vita interna e quella esterna è capace di produrre la perla meravigliosa che tutti siamo e cerchiamo…
Questo articolo è stato scritto da Prof 2.0.
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Tags conchiglia, identità, intimità, meraviglia, perla, realtà, reciprocità, superficialità, Vita.
7 commenti a «Modalità conchiglia»
Secondo me gli ingredienti li conosci e li hai. Io faccio il tifo per te!
(22:11 del 24 marzo 2009)
Che bel parallelo!
Chi sa se riuscirò mai a plasmare la perla che è in me?
Ciao,Claire.
(17:33 del 24 marzo 2009)
Ciao Cherles, non te la prendere si celia. E poi tra prof si è pignoli. Estroversità non esiste, isolazionismo certo che esiste, ma si usa per il comportamento di uno stato più che di una persona, per la quale è preferibile isolamento. Per amor di lingua, non di pignoleria. Non me ne avere…
(12:02 del 24 marzo 2009)
Mi spiace contraddirvi.
Ci possono essere dubbi su estroversità.
Non senz’altro su isolazionismo, che secondo la lingua italiana è correttissimo!
Ma si sa. Ognuno inventa l’italiano a proprio uso e consumo.
Per fortuna io nn faccio l’insegnante.
Chi vuole insegnare o correggere, invece, prima deve esser studiare bene ed essere sicuro. Altrimenti… il bel tacere non fu mai scritto.
E oltrettutto si nasconde dietro un anonimato…
…Forse non sa neppure come si scrive il proprio nome…
(11:56 del 24 marzo 2009)
Estroversione.
Isolamento.
Grazie anonimo, più prof di me!
(11:45 del 24 marzo 2009)
Estroversità o estroversione? Isolazionismo o isolamento?
(21:53 del 23 marzo 2009)
Concordo.
Credo sia una caratteristica comune dell’animo umano, quello di alternare periodi di estroversità a quelli di isolazionismo.
Hai ragione prof. Anche le perle, per essere belle e preziose in quanto tali, hanno bisogno dei loro ritimi.
Bye,
Charles
(21:42 del 23 marzo 2009)