Io non sono di Palermo. Abito vicino a Varese, ma per cause “fortuite” anch’io, ogni 23 maggio, ricordo Giovanni con disperazione….E Paolo, ogni 19 luglio, con la stessa emozione di chi sente di aver perso un’altra persona importante dopo pochi giorni.
PALERMO, 23 MAG – “Caro Giovanni le tue idee camminano sulle nostre gambe”: schierati dietro enormi striscioni che recitano questa confortante promessa sono appena sbarcati a Palermo i ragazzi della legalità….
Caro Prof, anche Giovanni “Ha apparecchiato la tavola”….
Oggi è il mio Compleanno, ma da 19 anni lo festeggio con un nodo alla gola…
“Il nostro unico obbligo morale é quello di dissodare vaste radure di pace in noi stessi e di estenderle a poco a poco, finché questa pace non si diffonderà verso gli altri. Più pace ci sarà negli esseri, più ce ne sarà in questo mondo in fermento…”
“Dappertutto c’erano cartelli che ci vietavano le strade per la campagna. Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo. Tutto quanto”. E.H. Lei aveva trovato la VERA libertà!
Gli uomini e le donne che, nel corso della storia, hanno incontrato la morte con queste modalità, hanno sviluppato due atteggiamenti diversi nei confronti di Dio:rabbia per una Padre che permette tali ingiustizie, oppure come Etty,sono andati incontro alla fine, convinti che Dio non era nascosto o sparito difronte all’atrocità di quelle azioni umane.
Un bambino di 12 anni prima di morire in un gulag scrive”Mamma si domanda perchè Dio è stato così ingiusto a fare questo proprio a noi,io so che lui mi vuole bene,non ci lascerà soli”
Etty Hillesum è un esempio importante ma non una testimonianza “nuova”.
Meravigliosa Etty! Quel Cuore Pensante!!
Bellezza da Conoscere, tra le sue pagine di Diario ci siamo Incontrate, lei, grazie a quella “Sorgente interiore”, ha imparato ad inginocchiarsi io sto imparando ad Abbracciare.
Tuttavia mi hai fatto pensare anche alle parole di un altro Dono, che affermava :
“Siamo chiamati a scoprire i germi di bene che sono nel mondo, sviluppare in noi e negli altri, e farli fruttificare mettendo ovunque speranza. In questo contesto la gioia è possibile, non è un’alienazione, anzi è come un forte impulso che viene messo dentro di noi e ci da la forza per andare avanti con speranza, per portare qualcosa di nuovo al mondo nel quale viviamo.
Don Pino Puglisi
“Mio Dio, (…) Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani – ma anche questo richiede una certa esperienza. Ogni giorno ha già la sua parte.
Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. Forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini. Sì, mio Dio, sembra che tu non possa far molto per modificare le circostanze attuali ma anch’esse fanno parte di questa vita. Io non chiamo in causa la tua responsabilità, più tardi sarai tu a dichiarare responsabili noi. E quasi a ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: (…) tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi. Esistono persone che all’ultimo momento si preoccupano di mettere in salvo aspirapolveri, forchette e cucchiai d’argento – invece di salvare te, mio Dio” (Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Adelphi, pp. 169-170).
Mi ricordo che quando lessi questa pagina la mandai subito per sms ad una paio di miei amici…la Bellezza è un Bene da condiVivere!
Per concludere mi permetto di consigliare anche “Io ho tutto” edito da Città Nuova, i 18 anni di Chiara Luce Badano che a 12 anni già scriveva “Una compagna ha la scarlattina e tutti hanno paura di andarla a trovare. D’accordo con i miei genitori penso di portarle i compiti, perchè non si senta sola. CREDO CHE PIU’ DEL TIMORE, SIA IMPORTANTE AMARE”
“E ora apparecchio la tavola”…
Questa frase rende in modo esemplare l’essenza di un giusto cristiano… Sacrificare se stesso e operare prima per gli altri..E la protagonista, nonostante la drammatica situazione in cui si trova, vive costantemente nel comandamento dell’amore…
Ecco una di quelle cose da imparare dal passato…
Lo stesso identico concetto viene espresso in “Diario clandestino”, di Giovannino Guareschi e tra l’ altro la scuola “LaTraccia” l’hanno scorso ha messo in scena questo libro e nello spettacolo il suo significato ha preso ancora più corpo.
Grazie prof, i tuoi video sono sempre una fonte infinita da cui attingere.
In ogni modo, sono parole che ci richiamano, non a una ma ALL’osservazione : può capitare qualsiasi cosa nella nostra vita ma l’importante è essere attaccati ALLA ROCCIA, Etty la era!! un saluto a tutti
«Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini» [Etty, pag. 169 dell'edizione Adelphi]
ps. sai che però per la maggior parte del tempo in cui ha scritto il diario non era ancora internata (solo dal luglio ’43 mi pare fosse a Westerbork, e poi da Auschwitz non si ha niente)
Sì, solo l’ultima parte del diario è scritta durante il primo mese a Westerbork e il pensiero citato nel video è del luglio del 1942, quando non era ancora prigioniera ma lavorava nell’ospedale locale. Mi ha sempre lasciato attonito che l’ultimo pensiero, prima di sparire nel forni sia stato quello del “balsamo”…
Vero? Ma ogni frase, soprattutto dal famoso 3 luglio in poi…io ad un certo punto ho smesso di sottolineare, perché tanto altrimenti avrei sottolineato tutto!
Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, [...]
20 commenti a «La pasta delle cose – Un balsamo»
“Un amico fedele è un BALSAMO di vita” Siracide 6, 16
(12:28 del 30 maggio 2011)
Parli del Vero. Continua a farlo. Per me e per i miei quattro figli. Grazie.
Elena
(22:35 del 28 maggio 2011)
Grazie, anche questa con questo messaggio è riuscito a dare una motivazione più alta alla mia vita…. grazie di cuore. anna.
(21:41 del 25 maggio 2011)
Ogni giorno possiamo curare le ferite di qualcuno, o almeno lenirne il dolore; basta essere ricettivi e volerlo fare.
Un saluto.
Gabriella.
(13:17 del 25 maggio 2011)
Trasmette sempre grandi emozioni. Grazie!
(12:22 del 24 maggio 2011)
Io non sono di Palermo. Abito vicino a Varese, ma per cause “fortuite” anch’io, ogni 23 maggio, ricordo Giovanni con disperazione….E Paolo, ogni 19 luglio, con la stessa emozione di chi sente di aver perso un’altra persona importante dopo pochi giorni.
(21:13 del 23 maggio 2011)
PALERMO, 23 MAG – “Caro Giovanni le tue idee camminano sulle nostre gambe”: schierati dietro enormi striscioni che recitano questa confortante promessa sono appena sbarcati a Palermo i ragazzi della legalità….
Caro Prof, anche Giovanni “Ha apparecchiato la tavola”….
Oggi è il mio Compleanno, ma da 19 anni lo festeggio con un nodo alla gola…
(11:44 del 23 maggio 2011)
http://www.youtube.com/watch?v=eFDjsHd9DlY
(18:16 del 24 maggio 2011)
http://youtu.be/6Y2_N9aTjzg
(18:56 del 22 maggio 2011)
“Il nostro unico obbligo morale é quello di dissodare vaste radure di pace in noi stessi e di estenderle a poco a poco, finché questa pace non si diffonderà verso gli altri. Più pace ci sarà negli esseri, più ce ne sarà in questo mondo in fermento…”
(18:24 del 22 maggio 2011)
“Dappertutto c’erano cartelli che ci vietavano le strade per la campagna. Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo. Tutto quanto”. E.H. Lei aveva trovato la VERA libertà!
(18:00 del 21 maggio 2011)
Gli uomini e le donne che, nel corso della storia, hanno incontrato la morte con queste modalità, hanno sviluppato due atteggiamenti diversi nei confronti di Dio:rabbia per una Padre che permette tali ingiustizie, oppure come Etty,sono andati incontro alla fine, convinti che Dio non era nascosto o sparito difronte all’atrocità di quelle azioni umane.
Un bambino di 12 anni prima di morire in un gulag scrive”Mamma si domanda perchè Dio è stato così ingiusto a fare questo proprio a noi,io so che lui mi vuole bene,non ci lascerà soli”
Etty Hillesum è un esempio importante ma non una testimonianza “nuova”.
(13:51 del 21 maggio 2011)
Meravigliosa Etty! Quel Cuore Pensante!!
Bellezza da Conoscere, tra le sue pagine di Diario ci siamo Incontrate, lei, grazie a quella “Sorgente interiore”, ha imparato ad inginocchiarsi io sto imparando ad Abbracciare.
Tuttavia mi hai fatto pensare anche alle parole di un altro Dono, che affermava :
“Siamo chiamati a scoprire i germi di bene che sono nel mondo, sviluppare in noi e negli altri, e farli fruttificare mettendo ovunque speranza. In questo contesto la gioia è possibile, non è un’alienazione, anzi è come un forte impulso che viene messo dentro di noi e ci da la forza per andare avanti con speranza, per portare qualcosa di nuovo al mondo nel quale viviamo.
Don Pino Puglisi
“Mio Dio, (…) Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani – ma anche questo richiede una certa esperienza. Ogni giorno ha già la sua parte.
Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. Forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini. Sì, mio Dio, sembra che tu non possa far molto per modificare le circostanze attuali ma anch’esse fanno parte di questa vita. Io non chiamo in causa la tua responsabilità, più tardi sarai tu a dichiarare responsabili noi. E quasi a ogni battito del mio cuore, cresce la mia certezza: (…) tocca a noi aiutare te, difendere fino all’ultimo la tua casa in noi. Esistono persone che all’ultimo momento si preoccupano di mettere in salvo aspirapolveri, forchette e cucchiai d’argento – invece di salvare te, mio Dio” (Etty Hillesum, Diario 1941-1943, Adelphi, pp. 169-170).
Mi ricordo che quando lessi questa pagina la mandai subito per sms ad una paio di miei amici…la Bellezza è un Bene da condiVivere!
Per concludere mi permetto di consigliare anche “Io ho tutto” edito da Città Nuova, i 18 anni di Chiara Luce Badano che a 12 anni già scriveva “Una compagna ha la scarlattina e tutti hanno paura di andarla a trovare. D’accordo con i miei genitori penso di portarle i compiti, perchè non si senta sola. CREDO CHE PIU’ DEL TIMORE, SIA IMPORTANTE AMARE”
(02:06 del 21 maggio 2011)
“E ora apparecchio la tavola”…
Questa frase rende in modo esemplare l’essenza di un giusto cristiano… Sacrificare se stesso e operare prima per gli altri..E la protagonista, nonostante la drammatica situazione in cui si trova, vive costantemente nel comandamento dell’amore…
Ecco una di quelle cose da imparare dal passato…
(22:01 del 20 maggio 2011)
Lo stesso identico concetto viene espresso in “Diario clandestino”, di Giovannino Guareschi e tra l’ altro la scuola “LaTraccia” l’hanno scorso ha messo in scena questo libro e nello spettacolo il suo significato ha preso ancora più corpo.
Grazie prof, i tuoi video sono sempre una fonte infinita da cui attingere.
(19:51 del 20 maggio 2011)
*Allora sarò io ad aiutare Dio.*
Senza parole. Leggerò. Bellissima. Drammaticamente bellissima. Grazie per la frase finale.
(19:25 del 20 maggio 2011)
In ogni modo, sono parole che ci richiamano, non a una ma ALL’osservazione : può capitare qualsiasi cosa nella nostra vita ma l’importante è essere attaccati ALLA ROCCIA, Etty la era!! un saluto a tutti
(19:10 del 20 maggio 2011)
«Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini» [Etty, pag. 169 dell'edizione Adelphi]
ps. sai che però per la maggior parte del tempo in cui ha scritto il diario non era ancora internata (solo dal luglio ’43 mi pare fosse a Westerbork, e poi da Auschwitz non si ha niente)
(18:33 del 20 maggio 2011)
Sì, solo l’ultima parte del diario è scritta durante il primo mese a Westerbork e il pensiero citato nel video è del luglio del 1942, quando non era ancora prigioniera ma lavorava nell’ospedale locale. Mi ha sempre lasciato attonito che l’ultimo pensiero, prima di sparire nel forni sia stato quello del “balsamo”…
(19:04 del 20 maggio 2011)
Vero? Ma ogni frase, soprattutto dal famoso 3 luglio in poi…io ad un certo punto ho smesso di sottolineare, perché tanto altrimenti avrei sottolineato tutto!
(19:28 del 20 maggio 2011)