Che libro ti regalo a Natale?

Il bellissimo inserto di Tuttolibri della Stampa del 17 dicembre è tutto dedicato a consigli di libri da regalare e regalarsi. Ecco la mia parte.

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Con i miei studenti porto avanti un paziente quanto inutile lavoro di sostituzione del termine vacanze con quello di otium, alla latina. La «vacatio» indica un vuoto dopo un pieno, l’otium un pieno dopo un vuoto (neg-otium era ogni occupazione che negava la possibilità di dedicarsi alla coltivazione della propria anima attraverso l’amicizia con le persone reali e, attraverso i libri, con il loro spirito). L’otium natalizio ha, ancor più di quello estivo, il sapore di un momento contemplativo: per riposarsi ci vogliono relazioni profonde, con sé e con l’altro (reale o narrativo che sia), non solo con gli oggetti. Nel silenzio di un soggiorno del corpo e dell’anima, accompagnati da un buon bicchiere di vino, magari in compagnia, vi consiglio di tenere tra le mani questi libri o di far sì che altri li tengano fra le mani a motivo di un vostro regalo. Li raggruppo per generi.

Due saggi che sconfinano nella narrativa  

Piero Boitani, Il grande racconto di Ulisse (Il Mulino, pp. 668, € 65). Dopo il bellissimo libro sulle stelle, l’autore si cimenta nel suo grande amore di sempre: l’Odissea. E cerca di inseguire Ulisse come ombra capace di incarnarsi nello spazio e nel tempo, come richiesto dal suo io multiforme. Sempre abbiamo bisogno di ricordarci che ogni viaggio è soltanto un ritorno a casa.

Giuseppe Montesano, Lettori Selvaggi (Giunti, pp. 1920, € 50). Ne ho parlato nel numero precedente a cui rimando: un libro che non può mancare nella biblioteca di un «cuore intelligente». Ha la pretesa di contenere tutti i compleanni dell’umanità in fatto di poesia, sia che si faccia con il pennello sia che si faccia con la penna.

Un saggio tout court  

Adam Zagajewski. L’ordinario e il sublime (Casagrande, pp. 80, € 12,50). Un piccolo libro che contiene due saggi (quello che dà il titolo e l’altro In difesa dell’ardore) sulla cultura contemporanea, scritto da un grande poeta che cerca di restituire alla nostra vita quotidiana il fuoco che le manca, cioè la capacità di ricevere la poesia nel bel mezzo della nostra prosa quotidiana.

Due libri di poesia  

Zbigniew Herbert, L’epilogo della tempesta (Adelphi, pp. 180, € 20). Il secondo volume antologico delle poesie di un uomo che è riuscito a guardare in faccia il male della storia, avendolo subito nella sua carne e nello spirito, senza mai perdere la speranza di trasformarlo in bellezza.

Seamus Heaney, Poesie. (Mondadori, pp.CXL-1194, € 80). La raccolta delle poesie (non tutte purtroppo) del poeta Nobel, nella prestigiosa collana dei Meridiani, impreziosito dall’introduzione di Boitani che sviscera il viaggio poetico di un uomo convinto che la penna sia una vanga con cui scavare nell’anima per permetterle di fiorire.

Due biografie e mezzo  

Stefan Zweig, Dostoevskij (Castelvecchi, pp. 128, € 14,5). Le biografie scritte da Zweig sono capolavori di sintesi e penetrazione della vita interiore dell’autore, senza semplificazioni di tipo psico-socio-ideologico. Solo dalla vita spirituale origina tutto ciò che di bello o di brutto l’uomo pone nel mondo, la sua poeisis appunto.

Bruce Springsteen, Born to run (Mndadori, pp. 536, € 23). L’autobiografia dell’uomo che si cela dietro il Boss, con tanto di depressione da combattere, giorno per giorno, con canzoni e concerti capaci di trasformare i volti feriali dell’uomo della strada in volti festivi.

Éric-Emmanuel Schmitt, La notte di fuoco (E/O, pp. 230, € 12,50). Così Pascal chiamava la notte in cui aveva trovato Dio o Dio aveva trovato lui, allo stesso modo il laicissimo narratore e drammaturgo francese racconta come Dio lo ha «rapito» nel deserto del Sahara: «Il supremo passo della ragione sta nel riconoscere che c’è un’infinità di cose che la sorpassano. È ben debole, se non giunge a riconoscerlo».

Racconti  

Jean Giono, la nuova bellissima (illustrazioni da incorniciare) versione dell’Uomo che piantava gli alberi (Salani, pp. 96, € 18), breve e folgorante parabola di cui ha bisogno questo nostro tempo violento, distruttivo e poco propenso ad una generosità svincolata dall’immediato tornaconto.

Miriam Dubini, Storie del cielo e della terra (Ares, pp. 56, € 16,50). Sette racconti per bambini ispirati alla Bibbia e narrati da un punto di vista insolito e spiazzante: la balena per Giona, una goccia d’acqua per Noè, il bue per Gesù Bambino… il tutto accompagnato dalle belle illustrazioni di Santomauro.

Un romanzo  

Marilynne Robinson, Gilead (Einaudi, pp. 256, € 17,50). Un padre anziano sta per morire e decide di scrivere una lettera al figlio di sette anni, che non potrà crescere e veder crescere. Egli consegna la sua storia al figlio per quando sarà adulto. Un delicato elogio della mortalità e del passaggio di testimone tra una generazione e l’altra, in un momento in cui i padri, biologici o simbolici, sembrano aver smarrito il loro compito.

La Stampa, Tuttolibri 17 dicembre 2016.

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Se non foste sazi ecco un’altra lista più ampia

17 dicembre 2016 | 3

3 risposte a “Che libro ti regalo a Natale?”

  1. Catia ha detto:

    Grazie

  2. Anna ha detto:

    Caro Alessandro,
    Come regalo di Natale mi è arrivato il tuo nuovo libro da parte dei miei migliori amici in un momento molto speciale per me e la mia vita: sono incinta al quinto mese del mio primo bambino o bambina, e dopo aver faticato moltissimo per la nausea del primo trimestre, sto cominciando ad apprezzare la gravidanza come periodo di attesa e preparazione, per imparare ad amare la nuova vita che si sta formando in me. Mi ha molto colpito un passo che ora non riesco a ritrovare, nella prima parte del libro, in cui (parafrasando) dici che per passare da una stagione all’altra della vita bisogna aver pienamente vissuto quella precedente, per esempio vivere appieno l’infanzia per non rimanere infantili. Volevo dirti che secondo me si possono ‘guarire’ momenti passati della vita anche a posteriori: come molte delle ragazze che citi nel libro, anche io ho sofferto a lungo di disturbi alimentari, e durante la mia adolescenza e prima parte dei vent’anni ero molto inconsapevole di me e di chi fossi. Prima, e ancora oggi nei momenti bui, mi disperavo che quel tempo fosse andato sprecato, perduto, come se – e incolpavo me o gli altri – mi fosse stato rubato con un torto o un inganno. Ma adesso so che dai miei trentun’anni posso amare e guardare con affetto alla me stessa diciottenne, con un affetto che al tempo non avevo. Mi ricordo che leggendo i versi: “Chi stolto non direbbe il tuo mortale | Affanno anche oggidì, se il grande e il raro | Ha nome di follia” di Ad Angelo Mai di Leopardi mi sentivo grande e rara e pertanto incompresa, e poi mi davo della stupida e mi vergognavo di aver osato pensare di essere speciale. Ora so, come spieghi così bene, che l’originalità è un’altra cosa, e che non siamo determinati dal successo o dalla fama, anche se davvero nel mondo di oggi e tutte le sue pressioni è difficile mantenere questa integrità (lo dico pensando in particolare alle scelte che si presentano a una mamma, in cui tutto viene posto in termini di aut aut: figli o carriera, soddisfazione lavorativa o amore — ma questo sarebbe tutto un altro libro!). Ti lascio questa lettera sul blog in modo che sia pubblica, perché spero in particolare che tutte le ragazze che stanno soffrendo come ho sofferto io possano ricevere un messaggio di speranza: che non è mai troppo tardi, che come dici tu una biografia è lineare ma la vita è una spirale: si snoda a partire da un centro, e il tempo dell’anima è altro rispetto al tempo degli orologi. Grazie per questo regalo e tanti tanti cari auguri di buon anno.

  3. Beatrice ha detto:

    Grazie ad Anna per la splendida testimonianza di vita, bellissima e salvifica!

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