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	<title>Prof 2.0</title>
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	<description>Il blog di Alessandro D&#039;Avenia</description>
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		<title>Due modi, anzi uno</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli & Racconti]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono due modi di &#8220;vivere la vita&#8221; e uso l’espressione di proposito. Perché due modi ci sono per sentirsi viverla e per sentirla vivere: controllarla o servirla, dominarla o accoglierla, imprigionarla o amarla. E vale per tutti: dallo scienziato all’insegnante, dalla madre all’amico. Nella recente commemorazione della Shoah ho riletto alcune parole di Appelfeld [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img id="il_fi" style="padding-right: 8px; padding-top: 8px; padding-bottom: 8px;" src="http://reginadipace.files.wordpress.com/2011/12/seme3.gif" alt="" width="651" height="471" />Ci sono due modi di &#8220;vivere la vita&#8221; e uso l’espressione di proposito. Perché due modi ci sono per sentirsi viverla e per sentirla vivere: controllarla o servirla, dominarla o accoglierla, imprigionarla o amarla. E vale per tutti: dallo scienziato all’insegnante, dalla madre all’amico. Nella recente commemorazione della Shoah ho riletto alcune parole di Appelfeld che amo molto: «Nel ghetto e nei campi di concentramento avevo visto la bassezza, ma anche la generosità degli uomini. La bassezza era tanta e la generosità poca, ma la mia memoria ha custodito proprio i momenti chiari e umani nei quali la vittima superava il suo meschino egoismo e si sacrificava per il prossimo. Questi pochi momenti non si limitavano a portare luce nell’oscurità: infondevano in me la fiducia che l’uomo non sia un insetto&#8230; Ho fatto un conto: ogni uomo che si è salvato durante la guerra si è salvato grazie ad una persona che, in un momento di grande pericolo, gli è venuta in aiuto. Nei campi di concentramento non abbiamo visto Dio ma abbiamo visto i giusti. L’antica leggenda ebraica, che dice che il mondo continua a esistere per merito di pochi giusti, era vera allora come oggi».</p>
<p style="text-align: justify;">Se ciò è stato vero nell’orrore nazista, vale in momenti della storia meno assurdi, anche se critici e carenti di speranza. La vita è un compito di fronte al quale siamo posti come esseri liberi, di fronte alla vita che emerge, in ogni sua forma, possiamo scegliere: o imprigionarla per usarne o ammirarla e farla fiorire, servendola. Di fronte ad un fiore blu in montagna, incastrato tra le rocce e il ghiaccio posso scegliere: coglierlo per me o incontrarlo, stupirne come un dono da lasciare intatto. Di fronte alla vita di uno studente posso scegliere il controllo perché faccia ciò che voglio, o cercare di capire che unicità è venuto a portare sulla terra e mettermi a fianco, proteggerla, difenderla, sfidarla. Da oggetto da modellare a soggetto ricco di potenzialità. Così faceva mia nonna con le piantine ancora deboli: piantava accanto un bastoncino che le aiutava a crescere dritte, verso la luce del sole. Più una pianta si slancia verso l’alto più rende profonde le radici. Quando le ha affondate nella terra che la nutre abbastanza in fondo da resistere alle intemperie, il bastone sparisce, altrimenti ne limiterebbe la crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è una forma di controllo, ma una forma di servizio. All’apparenza ruvido, ingiusto, forse, ma alla fine capace di restituire la pianta a sé stessa, al suo migliore slancio: «Perdonami se ti cerco così / goffamente, dentro / di te / È che da te voglio estrarre / il tuo migliore tu. / Quello che non / vedesti e che io vedo, / immerso nel tuo fondo, preziosissimo. / E afferrarlo / e tenerlo in alto come/ trattiene / l’albero l’ultima luce / che gli viene dal sole» (Pedro Salinas). Davanti a un malato il dottore può scegliere di estirpare o accogliere. Davanti all’embrione lo scienziato può scegliere se congelare o riservare il calore di un grembo. Davanti ad un feto la mamma può scegliere tra la sua vita e la propria vita, tra il controllo della vita del bambino o il dono della propria al bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">Davanti alla propria vita un giovane può scegliere: controllare o donare, imprigionarla o servirla. Ma potrà farlo solo se gli adulti che ha vicino gliel’avranno messa sotto gli occhi come qualcosa di amabile e da servire, in sé e negli altri. Emily Dickinson diceva che «non sappiamo la nostra altezza sino a che non siamo chiamati ad alzarci in piedi». Da oggetti a soggetti. Ma avremo noi il coraggio di guardare la vita? Quella vita che tra le ombre emerge, si slancia verso l’alto, a cercare la luce. Avremo noi occhi capaci di vederla? E una volta vista, che cosa sceglieremo: imprigionarla per soddisfare i nostri desideri (che poi non sono altro che desiderio di divorare ciò che c’è aldilà del desiderio stesso), o chinarci a servirla, dovesse costarci la schiena? E la vita la perdiamo di più controllandola o donandola?</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sanno i giusti. Chiedilo a loro. O al chicco di grano.</p>
<p><a href="http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/duemodianziuno.aspx">Avvenire, 5 febbraio 2012</a></p>
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		<title>Il futuro è dei curiosi</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 11:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[La pasta delle cose]]></category>
		<category><![CDATA[Lezioni]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[creazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è il video che ogni tanto guardo per ricordarmi che va tutto bene: la bellezza è inesorabile, non la possiamo fermare, salva il mondo in ogni istante. A noi è data la scelta di imitarne l&#8217;azione silenziosa o distruggerla. Ma prima di scegliere se imitarla o distruggerla occorre divenire capaci di vederla. La realtà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è il video che ogni tanto guardo per ricordarmi che va tutto bene: la bellezza è inesorabile, non la possiamo fermare, salva il mondo in ogni istante.</p>
<p>A noi è data la scelta di imitarne l&#8217;azione silenziosa o distruggerla.</p>
<p><a href="http://www.profduepuntozero.it/2012/02/19/il-futuro-e-dei-curiosi/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Ma prima di scegliere se imitarla o distruggerla occorre divenire capaci di vederla.</p>
<p><a href="http://www.profduepuntozero.it/2012/02/19/il-futuro-e-dei-curiosi/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<blockquote><p>La realtà ha una profondità tale che non si trova neanche in Shakespeare, basterebbe avere gli occhi e la forza di penetrare fino in fondo l&#8217;avvenimento.</p>
<p>Dostoevskij, Diario di uno scrittore, ottobre 1876</p></blockquote>
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		<title>Ogni cosa è un colore: i vincitori</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 15:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bianca come il latte]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Colori]]></category>
		<category><![CDATA[Premio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il concorso &#8220;Ogni cosa è un colore&#8221; ispirato a Bianca come il latte, rossa come il sangue è stata una vera esplosione di creatività e colori. Non è stato facile scegliere i tre migliori video, proprio per questo ho deciso di premiare a pari merito due video per il terzo posto. Ringrazio tutti i ragazzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8876" title="Senza titolo" src="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/01/Senza-titolo.jpg" alt="" width="222" height="280" /></p>
<p>Il concorso &#8220;<a href="http://www.profduepuntozero.it/2012/01/18/una-nuova-sfida-ogni-cosa-e-un-colore/">Ogni cosa è un colore</a>&#8221; ispirato a <span style="color: #ff0000;">Bianca come il latte, rossa come il sangue</span> è stata una vera esplosione di creatività e colori. Non è stato facile scegliere i tre migliori video, proprio per questo ho deciso di premiare a pari merito due video per il terzo posto.</p>
<p>Ringrazio tutti i ragazzi che hanno partecipato: ancora una volta mi avete regalato un sorriso. Alla prossima sfida!</p>
<p>Vincono una copia di &#8220;Bianca come il latte, rossa come il sangue&#8221; e una di &#8220;Cose che nessuno sa&#8221;, con dedica:</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">1° Roberta Meattelli:  <span style="color: #000000;">per originalità e lavoro di squadra.</span></span></strong></p>
<p><a href="http://www.profduepuntozero.it/2012/02/16/ogni-cosa-e-un-colore-i-vincitori/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">2° Mariella Petrosino: <span style="color: #000000;">per la fisicità data ai colori e per la tecnica in stop-motion.</span></span></strong></p>
<p><a href="http://www.profduepuntozero.it/2012/02/16/ogni-cosa-e-un-colore-i-vincitori/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">3° Lucia Testa: <span style="color: #000000;">per l&#8217;efficacia comunicativa dell&#8217;immagine.</span></span></strong></p>
<p><a href="http://www.profduepuntozero.it/2012/02/16/ogni-cosa-e-un-colore-i-vincitori/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>3° Felicia Maria Iannone: <span style="color: #000000;">per la forza evocativa di musica e immagini.</span></strong></span></p>
<p><a href="http://www.profduepuntozero.it/2012/02/16/ogni-cosa-e-un-colore-i-vincitori/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Mandate il vostro indirizzo postale alla mail profduepuntozero@gmail.com per ricevere i libri.</p>
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		<title>Baci nel tempo</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 15:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli & Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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		<description><![CDATA[“Che progetti hai?” chiese lui. “Sopravvivere” rispose lei. “Beata te” La crisi tarlava tutto. I dialoghi tradivano un certo compiaciuto e finalmente lecito vittimismo, ma anche il cappuccino aveva la schiuma meno soffice, il dentifricio pizzicava troppo come negli anni &#8217;80 e la luce del sole era ridotta ad uno strato lattiginoso sopra muri e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/02/401977_2950155646998_1654566151_2587248_1400209094_n.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-8971" title="401977_2950155646998_1654566151_2587248_1400209094_n" src="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/02/401977_2950155646998_1654566151_2587248_1400209094_n.jpeg" alt="" width="323" height="322" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Che progetti hai?” chiese lui.</p>
<p style="text-align: justify;">“Sopravvivere” rispose lei.</p>
<p style="text-align: justify;">“Beata te”</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi tarlava tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">I dialoghi tradivano un certo compiaciuto e finalmente lecito vittimismo, ma anche il cappuccino aveva la schiuma meno soffice, il dentifricio pizzicava troppo come negli anni &#8217;80 e la luce del sole era ridotta ad uno strato lattiginoso sopra muri e tetti screpolati da altri soli un tempo ben più consapevoli. Lui la baciò. I baci erano rimasti gli stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Neppure la crisi era capace di cambiarli.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: justify;">“Perché tra me e te metti sempre i tuoi baci?” chiese lei.</p>
<p style="text-align: justify;">“Che vuoi dire?” rispose lui.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ci scontriamo sempre sulle nostre labbra.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Scontriamo?”</p>
<p style="text-align: justify;">“L&#8217;anima a me si concentra sulle labbra quando ti bacio e da lì vorrebbe saltare dentro la tua. Ma non la raggiungo mai.”</p>
<p style="text-align: justify;">“Ci vai vicina?”</p>
<p style="text-align: justify;">“Sembra ogni volta che questa <em>cosa</em> sia ad un passo da noi, ma poi&#8230;”</p>
<p style="text-align: justify;">Lo baciò di nuovo. Di nuovo alla ricerca. Di nuovo.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: justify;">Adorare: dal lat. ad + os-oris (bocca): portare la bocca a.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i popoli antichi chi incontrava qualcuno ne afferrava un lembo della veste con la mano sinistra e baciava la propria destra, indirizzando poi quel bacio all&#8217;interessato. Come facciamo noi alle partenze dei treni dietro vetri impossibili da perforare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo lei gli baciava sempre gli occhi. Sugli occhi soggiornava l&#8217;anima di lui. Sapeva che era l&#8217;unico modo di adorargli l&#8217;anima: baciarla. E li baciò ancora, quando lui li chiuse per l&#8217;ultima volta. E il bacio rimase sospeso, momentaneamente sospeso.</p>
<p style="text-align: justify;">Come il loro amore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iodonna.it/iodonna/guardo/12_a_baci-fotografie-marta-soul.shtml">Io Donna, 11 febbraio 2012</a></p>
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		<title>Edizioni lituana e cinese</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 14:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bianca come il latte]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Ancora sto cercando di capire che cosa c&#8217;entri la copertina cinese&#8230; Però sono gli unici che hanno valorizzato Terminator! Edizione lituana Leo – niekuo neišsiskiriantis šešiolikmetis: jam patinka plepėti su draugais, žaisti futbolą, lakstyti gatvėmis motoroleriu ir leisti dienas nesiskiriant su savo aipodu. Mokykla jam atrodo nežmoniška kankynė, o mokytojai – „saugoma rūšis, kuri, tikėkimės, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ancora sto cercando di capire che cosa c&#8217;entri la copertina cinese&#8230; Però sono gli unici che hanno valorizzato Terminator!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.almalittera.lt/knyga/balta-kaip-pienas-raudona-kaip-kraujas.html"><span style="color: #ff0000;"><strong>Edizione lituana</strong></span><br />
</a> <a href="http://www.almalittera.lt/image.php?image=/img/uploads/virseliai/Balta-kaip-pienas,-raudona-kaip-kraujas.jpg&amp;width=398&amp;height=398"><img title="Balta kaip pienas, raudona kaip kraujas - Alessandro  D'Avenia" src="http://www.almalittera.lt/image.php?image=/img/uploads/virseliai/Balta-kaip-pienas,-raudona-kaip-kraujas.jpg&amp;width=398&amp;height=398" alt="Balta kaip pienas, raudona kaip kraujas - Alessandro  D'Avenia" width="268" height="398" /></a> Leo – niekuo neišsiskiriantis šešiolikmetis: jam patinka plepėti su draugais, žaisti futbolą, lakstyti gatvėmis motoroleriu ir leisti dienas nesiskiriant su savo aipodu. Mokykla jam atrodo nežmoniška kankynė, o mokytojai – „saugoma rūšis, kuri, tikėkimės, negrįžtamai išnyks“. Atėjus naujam istorijos ir filosofijos mokytojui, Leo pasirengia jį sutikti ciniškomis pastabėlėmis ir apseilėtais popieriaus gumuliukais, bet šis jaunas mokytojas pasirodo esąs kitoks nei visi: jo akys spindėte spindi, kai aiškina savo dalyką ir kai ragina mokinius gyventi nešvaistant laiko ir siekiant svajonių išsipildymo.<br />
Leo jaučiasi galingas tarsi liūtas, jį gąsdina tik vienas dalykas – balta spalva. Balta jam – nebūtis, visa, kas reiškia praradimą ir netektį. Užtat raudona – meilės, aistros, kraujo spalva. Raudona – ir Beatričės, slaptos Leo svajonės, plaukų spalva. Vaikinas turi ir kitą artimą draugę, Silviją, tačiau būtent dėl to, kad visuomet yra šalia, ją sunkiau pastebėti.<br />
Sužinojęs, kad Beatričė serga ir kad jos liga susijusi su jį taip bauginančia balta spalva, Leo privalės įsigilinti į save, nukraujuoti ir atgimti – tik taip suvoks, kad svajonės nemiršta, o gyvenimas gali būti gražus net tada, kai nusidažo baltai.<br />
„Balta kaip pienas, raudona kaip kraujas“ – ne tik romanas apie jauno žmogaus kelią į brandą ar vienerių mokslo metų aprašymas, tai ir itin drąsus pasakojimas. Leo lūpomis iš pradžių lengvabūdiškai ir sąmojingai, vėliau intymiai ir skaudžiai perteikiama, kas nutinka, kai į paauglio gyvenimą įsiveržia kančia ir sukrėtimas, o suaugusiųjų pasaulis tampa nebyliu stebėtoju.<br />
Šioje knygoje ir jaunas, ir vyresnis skaitytojas ras atsakymus į svarbius klausimus, tačiau kaip ir visi reikšmingi atsakymai, šie nebus galutiniai ir nenuginčijami, bet ir nedangstomi dvejonių ar abejingumo šydu.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.almalittera.lt/knyga/balta-kaip-pienas-raudona-kaip-kraujas.html">http://www.almalittera.lt/knyga/balta-kaip-pienas-raudona-kaip-kraujas.html</a></p>
<p style="text-align: justify;">___</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.books.com.tw/exep/prod/booksfile.php?item=0010526317"><span style="color: #ff0000;">Edizione cinese</span></a></strong></span><br />
<a href="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/02/Cina.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-8941" title="Cina" src="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/02/Cina.jpeg" alt="" width="360" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">十六歲的李奧（Leo）和同年齡的青少年一樣，喜歡和朋友廝混、踢足球，騎著摩托車到處晃，每天上學對他而言就像一棟無法擺脫的監獄。</p>
<p style="text-align: justify;">有一天，學校新來了位歷史及哲學科的代課老師，他講課的時候眼中閃耀著光芒，鼓勵學生認真體會生活，追尋自己的夢想，所以被冠上了「夢想家」的稱號。儘管學生們試圖用惡作劇歡迎他，這位年輕老師絲毫沒有責罵對待，反而以和善的態度回應。從此，李奧在「夢想家」的課堂上感受到一股前所未有的啟發，使他開始對生活展開積極的行動。</p>
<p style="text-align: justify;">李奧有個小小秘密：他認識了全校最美的女生貝婭翠絲；但是，這位人人稱羨的年輕女孩卻罹患了先天性血癌。當李奧得知此事後，想盡辦法試圖挽救貝婭翠絲及自己的夢想……因為對於現在的他而言，唯有夢想才能存活。</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.books.com.tw/exep/prod/booksfile.php?item=0010526317">http://www.books.com.tw/exep/prod/booksfile.php?item=0010526317</a></p>
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		<title>200 anni e non sentirli</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 21:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof 2.0</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Zibaldino]]></category>
		<category><![CDATA[Dickens]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi C.Dickens compie 200 anni. Uno che conosceva la dura arte del romanzo: arte di chi sa usare gli occhi, prima che la penna, e le orecchie, prima che l&#8217;immaginazione. Proprio questo dimostrano le parole che chiudono il diario che scrisse nel 1846, ricordando il suo viaggio in Italia di due anni prima: Hearing the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img id="il_fi" style="padding-right: 8px; padding-top: 8px; padding-bottom: 8px;" src="http://www.digitaldickens.com/images/Dickens_07.jpg" alt="" width="460" height="287" />Oggi C.Dickens compie 200 anni. Uno che conosceva la dura arte del romanzo: arte di chi sa usare gli occhi, prima che la penna, e le orecchie, prima che l&#8217;immaginazione. Proprio questo dimostrano le parole che chiudono il diario che scrisse nel 1846, ricordando il suo viaggio in Italia di due anni prima:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Hearing the Italian tongue for the last time on this journey: let us part from Italy, with all its miseries and wrongs, affectionately, in our admiration of the beauties, natural and artificial, of which it is full to overflowing, and in our tenderness towards a people, naturally well-disposed, and patient, and sweet-tempered. Years of neglect, oppression, and misrule, have been at work, to change their nature and reduce their spirit; miserable jealousies, fomented by petty Princes to whom union was destruction, and division strength, have been a canker at their root of nationality, and have barbarized their language; but the good that was in them ever, is in them yet, and a noble people may be, one day, raised up from these ashes. Let us entertain that hope! And let us not remember Italy the less regardfully, because, in every fragment of her fallen Temples, and every stone of her deserted palaces and prisons, she helps to inculcate the lesson that the wheel of Time is rolling for an end, and that the world is, in all great essentials, better, gentler, more forbearing, and more hopeful, as it rolls!</p>
<p style="text-align: right;"><em>Pictures from Italy</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nell’udire per l’ultima volta la lingua italiana in questo viaggio: separiamoci dall’Italia, con tutte le sue miserie e i suoi torti, con affetto, ammirandone le sue bellezze naturali e artificiali, di cui è colma sino a traboccare, e con tenerezza verso un popolo dalla natura ben disposta, paziente, e d’indole dolce. Ci sono voluti anni d’incuria, oppressione e malgoverno per cambiare tale natura e mortificarne lo spirito; gelosie meschine, fomentate da gretti Principi per i quali unione era distruzione e divisione forza, sono state un cancro alla radice della identità, e ne hanno imbarbarito la lingua; ma la bontà che è sempre stata  in loro è ancora presente, e da queste ceneri potrebbe un giorno rinascere un popolo nobile. Nutriamo tale speranza! E non guardiamo all’Italia con poco rispetto, poiché, con ogni frammento dei suoi Templi in rovina e in ogni pietra dei suoi palazzi abbandonati e prigioni deserte, ci aiuta a imprimere nella mente che la ruota del Tempo si muove verso un fine, e che il mondo è, in tutte le sue componenti essenziali, migliore, più nobile, più indulgente e più ricco di speranza di come non si muova!</p>
<p style="text-align: right;">Impressioni d&#8217;Italia</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il naufragio della concordia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 16:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli & Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Sala Prof]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho fatto il proposito, per il 2012, di pranzare ogni settimana con un collega diverso. La sfida sta dando frutti sorprendenti. Mi rendo sempre più conto che a scuola la metà dei problemi derivano dal fatto che i professori non si parlano: si fa da soli, o perché ci si crede migliori degli altri o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img id="il_fi" style="padding-right: 8px; padding-top: 8px; padding-bottom: 8px;" src="http://www.amanteaonline.it/amantea/html/upload_img/nave-concordia-2-470x312.jpg" alt="" width="470" height="312" />Ho fatto il proposito, per il 2012, di pranzare ogni settimana con un collega diverso. La sfida sta dando frutti sorprendenti. Mi rendo sempre più conto che a scuola la metà dei problemi derivano dal fatto che i professori non si parlano: si fa da soli, o perché ci si crede migliori degli altri o perché si teme di essere giudicati. Mi sono fatto un esame di coscienza e ho provato a capire in cosa potevo migliorare io, in prima persona. Non posso pretendere concordia (dal latino: <em>cum+cor-cordis</em>, avere un cuore comune, che batte all&#8217;unisono) tra gli studenti, se non c&#8217;è tra colleghi o lo esigo solo a parole.  Mi è allora tornato in mente un articolo scritto qualche tempo fa e che mi ero dimenticato di pubblicare sul blog. Eccolo qui.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Questo lo posso fare. Propositi per il nuovo anno.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">“La speranza non è ottimismo. Non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che una cosa ha senso in ogni caso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che questa frase del recentemente scomparso V.Havel possa essere un buon motto per un anno che comincia.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso vengo criticato per il mio ottimismo. Lascio il pessimismo e il cinismo agli altri, soprattutto quelli che se ne nutrono come sottile forma di comodità. Guardate le foto con cui ci presentiamo su Facebook: sono tutte sorridenti. Forse perché vogliamo essere così. E poi è dimostrato che chi sorride di più vive di più&#8230; Bando alle ciance. Non sono ottimista nel senso becero di chi non vede i problemi, sono ottimista perché spero. E non di quella malintesa speranza miracolistica “che tutto andrà bene”, anche senza il mio impegno. Spero perché so cosa è alla mia portata. Spero perché mi sforzo di accettare ciò non è alla mia portata. Di ciò che è alla mia portata dovrò rendere conto, perché i talenti ricevuti vanno trafficati.</p>
<p style="text-align: justify;">È alla mia portata: preparare una lezione; dedicare qualche minuto ad un alunno in difficoltà fuori dall&#8217;orario scolastico; sorridere in classe evitando di far scontare i miei problemi ai ragazzi; correggere i compiti in tempo utile perché le correzioni servano a migliorare il loro lavoro; resistere e punire quando c&#8217;è da farlo; chiudere un occhio e distinguere tra persona e cosa fatta male; scambiare qualche parola con un collega stanco; proporre un percorso interdisciplinare ad un altro collega la cui materia mi risulta spesso oscura; parlare con i colleghi di ogni singolo ragazzo per provare ad attuare strategie educative armoniche e condivise; ascoltare i ragazzi e scoprire che hanno molti più interessi di quello che sembra (l&#8217;ultima ora prima delle vacanze mi sono stupito a scoprire che hanno un vero e proprio desiderio di capire come va il mondo, le ragioni di una crisi, i significati di parole come recessione, debito pubblico, spread e via dicendo); preparare un colloquio con i genitori e non improvvisarlo distinguendo linee di miglioramento nella materia e obiettivi educativi da raggiungere; leggere libri che possano catturare la loro attenzione e non limitarmi a dar loro ciò che già conosco; portarli a teatro quando ci vado io, portarli ad una mostra quando ci vado io, portarli a vedere le stelle quando ci vado io; svolgere un tema che ho dato loro e leggere ad alta voce come lo avrei fatto io, così giusto per dare il buon esempio, invece di limitarmi a correggere i loro errori; chiedere più spesso quanto hanno raccolto di una lezione e non illudermi che tutto quello che dico sia chiaro; andare a dormire ad un&#8217;ora decente così da non essere nervoso e prendermela con loro anche se non c&#8217;entrano niente o semplicemente potermi permettere di stare in piedi mentre spiego così da tenere più viva l&#8217;attenzione; usare di più oggetti e immagini per far rimanere impressi i concetti; dare tra i compiti per casa anche dei film da guardare; raccontare i libri che leggo indipendentemente dalla scuola; lasciare loro la possibilità di giudicare anonimamente il mio operato, accettando consigli su aspetti da migliorare (quando l&#8217;ho fatto sulle prime ho sofferto, ma poi sono veramente migliorato); accettare di avere limiti come ce li hanno loro e non pretendere di essere infallibile; ogni tanto lasciarsi prendere dalla follia e lasciare che la lezione prenda una piega imprevista e si trasformi in un pezzo di vita vera e indimenticabile, come quando un mio alunno ha interrotto la lettura di un brano dell&#8217;Ortis di Foscolo e ha detto che tutta la letteratura è un combattimento corpo a corpo contro la solitudine dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo è alla mia portata. Per questo sono ottimista.<br />
Non devo salvare il mondo. Per questo spero.<br />
Ma le mie ore e ciò che ci sta dentro, quello sì che dipende da me.</p>
<p style="text-align: justify;">Rubrica <em>Per chi suona la campanella - </em>gennaio 2012</p>
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		<title>Leggere non ha l&#8217;imperativo</title>
		<link>http://www.profduepuntozero.it/2012/01/29/leggere-non-ha-limperativo/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 11:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli & Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Compito in classe]]></category>
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		<category><![CDATA[Buzzati]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima dell&#8217;articolo di oggi vi ricordo che martedì alle ore 18 al teatro San Carlo di Milano, in via Morozzo della Rocca 10, ci sarà una presentazione di &#8220;Cose che nessuno sa&#8221;: ingresso libero, fino ad esaurimento posti! Ci vediamo. *** Qualche mese fa in una mia classe cadeva la scadenza di lettura di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;">Prima dell&#8217;articolo di oggi vi ricordo che martedì alle ore 18 al teatro San Carlo di Milano, in via Morozzo della Rocca 10, ci sarà una presentazione di &#8220;Cose che nessuno sa&#8221;: ingresso libero, fino ad esaurimento posti! Ci vediamo.</span></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><a href="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/01/155950_10150338473710007_518430006_15737141_2905588_n.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-8923" title="155950_10150338473710007_518430006_15737141_2905588_n" src="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/01/155950_10150338473710007_518430006_15737141_2905588_n.jpeg" alt="" width="318" height="226" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche mese fa in una mia classe cadeva la scadenza di lettura di un libro di racconti di Dino Buzzati (del quale ricorre il 40° anniversario dalla morte). Si tratta di una classe di terzo anno e la raccolta “Il colombre” mi sembrava una tappa obbligata nel percorso di letture del triennio, soprattutto perchè l&#8217;ultimo racconto della raccolta si sposa perfettamente con il viaggio dantesco appena iniziato con l&#8217;Inferno. Infatti l&#8217;ultimo della raccolta, abbastanza lungo rispetto agli altri è un viaggio immaginario nella metropolitana di Milano, nella quale il giornalista Buzzati viene inviato perchè qualcuno sostiene che lì, alla fermata Amendola per la precisione, sia stata trovata una porta che immette, manco a dirlo, all&#8217;inferno. Così il nostro giornalista e scrittore scopre una Milano infernale, tale e quale a quella in cui vive. Per un milanese la curiosità dovrebbe essere più alta, a questo punto&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La scadenza era arrivata e ho presentato ai ragazzi un compito a sorpresa, perchè avevo maturato alcuni sospetti sull&#8217;effettiva lettura, che in genere lascio libera o comunque verifico in modo meno invasivo. La maggior parte dei ragazzi mi ha consegnato il foglio bianco e si è beccato un due che farà media. Naturalmente per la lezione successiva hanno ricevuto il compito di leggere il libro (poco più di 200 pagine, da leggere in quasi un mese) e svolgere due temi al riguardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono momenti del mio mestiere che non amo molto, ma so anche che mi è chiesto di essere forte e mettere alla prova la lealtà e la responsabilità dei ragazzi, soprattutto a fronte del fatto che la lettura in oggetto era stata ben preparata e motivata. Non si trattava di un libro assegnato e basta, ma una scelta frutto di un percorso, che affondava le sue radici nella lettura, con questi stessi ragazzi, di un racconto tra i più belli di Buzzati e che i ragazzi avevano amato molto in prima: “Il colombre”. La storia di un ragazzo in cerca o in fuga dalla sua vocazione, irrimediabilmente perduta per essersi lasciato guidare nelle sue scelte soltanto dalla paura, prima di suo padre e poi sua.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è mai stata facile la sfida della lettura a scuola, oggi meno che mai, con la concorrenza di media che, rispetto alla pagina scritta, possono offrire emozioni più forti e un coinvolgimento sensoriale completo, rispetto alla buona vecchia immaginazione, sempre più anchilosata dall&#8217;eccesso di immagine a cui siamo sottoposti. E senza immaginazione si diventa passivi anche nella vita: credo sia uno dei fronti aperti dal punto di vista educativo, ma non è di questo che voglio parlare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le letture occorre quindi un forte lavoro di motivazione, ma anche questo può non bastare. A volte i risultati sono talmente esigui che ci si sente sconfitti e si ha voglia di smettere di lottare. Ma poi penso che questa è l&#8217;epoca della vita in cui un solo libro (letto anche solo per obbligo), può far scattare quel meraviglioso clic, che apre la mente ai segreti della lettura come educazione di un cuore più intelligente con le momentanee e consapevoli fughe dalla realtà per poi tornarvi con più fame e sensi più aperti, capaci di vederla e goderla, al contrario della passività a cui abituano le immagini.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse avrei dovuto leggere qualche riga di un racconto ad alta voce come faccio spesso, interrompendolo al momento di massima tensione e non semplicemente incuriosirli con le mie parole intorno all&#8217;inferno milanese di Buzzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Però in un tema di qualche giorno fa una ragazza, che aveva rispettato la scadenza di lettura, ha scritto che quei racconti pieni di mistero e magia l&#8217;avevano costretta più volte a fermarsi, a riflettere, a immaginare e chiedersi cosa ne era stato del mistero nella sua città e nella sua vita. Questo l&#8217;ha spinta a porsi quelle mille domande, che solo la buona letteratura sa provocare, perché la buona letteratura (e lettura), è uno dei pochi modi che abbiamo per origliare noi stessi.<br />
Noi professori non possiamo più dare i libri che abbiamo letto al liceo, non possiamo più fidarci del fatto che sia un compito da svolgere, ma dobbiamo trovare nuove strategie, adattate ad ogni classe, ma mai rinunciare alla testimonianza viva di una voce che racconta.</p>
<p style="text-align: justify;">Con un papà amico che non sa come motivare la figlia dodicenne alla lettura, abbiamo deciso di provare la lettura ad alta voce da parte del papà in un rito settimanale delle durata di mezz&#8217;ora. Ha funzionato, la figlia adesso non vede l&#8217;ora del momento della lettura condivisa e comincia a chiedere libri&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">La lettura oggi più che mai ha bisogno di testimoni, non basta più neanche il buon esempio, tanto meno l&#8217;obbligo: quello non è mai bastato&#8230; Infatti leggere, come amare e sognare, non ha l&#8217;imperativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Rubrica <em>Per chi suona la campanella</em> &#8211; dicembre 2011</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">A proposito di libri condivido con voi un video che mi è stato segnalato da una lettrice.</span></p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.profduepuntozero.it/2012/01/29/leggere-non-ha-limperativo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>Alla memoria non basta una giornata</title>
		<link>http://www.profduepuntozero.it/2012/01/27/alla-memoria-non-basta-una-giornata/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:20:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri e Film]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La memoria è la presenza del passato. L&#8217;attesa è la presenza del futuro. L&#8217;attenzione è la presenza del presente. Chi non ha memoria ha un presente dimezzato. Lo stesso vale per chi non ha attesa. Il presente è privo di attenzione per chi non ha ricordi e per chi non attende. Oggi si fa memoria. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/01/giornodellamemoria.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-8914" title="giornodellamemoria" src="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/01/giornodellamemoria.jpeg" alt="" width="300" height="304" /></a>La memoria è la presenza del passato. L&#8217;attesa è la presenza del futuro. L&#8217;attenzione è la presenza del presente.</p>
<p>Chi non ha memoria ha un presente dimezzato. Lo stesso vale per chi non ha attesa. Il presente è privo di attenzione per chi non ha ricordi e per chi non attende.</p>
<p>Oggi si fa memoria. Ricordare è mettere di nuovo qualcosa dentro al cuore (ri + cor-cordis), scordare (ex + cor-cordis) è strappare via dal cuore.</p>
<p>Chi non ricorda svuota il cuore. Chi ha il cuore vuoto non ha ricordi.</p>
<p>Per ricordare oggi vi suggerisco la visione di questo monologo di Marco Paolini sull&#8217;origine dei campi di concentramento, il cui laboratorio furono i progetti di eliminazione dei cosiddetti &#8220;inutili&#8221; (malati, orfani, handicappati&#8230;). La gente comune non protestò. Chiuse un occhio. O forse due.</p>
<p>Il video è lungo, ma sono due ore ben spese. Può essere utile a qualche collega per i ragazzi.</p>
<p style="text-align: center;"><p><a href="http://www.profduepuntozero.it/2012/01/27/alla-memoria-non-basta-una-giornata/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p>Al riguardo vi consiglio inoltre la lettura del racconto &#8220;La Madonna Sistina&#8221; di Vasilij Grossman (autore di <em>Vita e destino</em>) contenuto nel libro <em>Il bene sia con voi!</em></p>
<p>Ne ho trovato una traduzione (per vostra comodità) in questa <a href="http://centroculturalelugano.blogspot.com/2010/05/vassili-grossman-la-madonna-sistina.html">pagina web.</a></p>
<p>Il video e il racconto sono due esempi di cosa la parola può fare per aiutarci a &#8220;ricordare&#8221;.</p>
<blockquote><p>&#8220;Continuiamo a credere che vita e libertà siano una cosa sola, e che non ci sia nulla di più sublime di ciò che è umano nell&#8217;uomo.</p>
<p>Che vivrà in eterno, e vincerà&#8221;</p>
<p style="text-align: right;">V.Grossman, <em>Il bene sia con voi</em>, p. 51</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Casting per il film tratto da Bianca come il latte, rossa come il sangue</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Prof 2.0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bianca come il latte]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho proposto a Rai Cinema e alla Produzione del film tratto da &#8220;Bianca come il latte, rossa come il sangue&#8221; di aprire a tutti i ragazzi che vorranno partecipare il casting per entrare a far parte di questa splendida avventura. Per questo è stata creata una pagina Fb con tutte le istruzioni per provare. Chiunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_2081.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8908" title="DSC_2081" src="http://www.profduepuntozero.it/wp-content/uploads/2012/01/DSC_2081.jpg" alt="" width="720" height="479" /></a>Ho proposto a <strong>Rai Cinema</strong> e alla <strong>Produzione</strong> del film tratto da &#8220;<span style="color: #ff0000;">Bianca come il latte, rossa come il sangue</span>&#8221; di aprire a tutti i ragazzi che vorranno partecipare il casting per entrare a far parte di questa splendida avventura. Per questo è stata creata <a href="http://www.facebook.com/pages/Bianca-come-il-latte-Rossa-come-il-sangue-Casting-del-film/169794799792100?sk=wall">una pagina Fb con tutte le istruzioni per provare</a>. Chiunque sia interessato può iscriversi alla pagina, leggere le info e inviare il proprio video-provino. Qualsiasi domanda va rivolta direttamente a chi si occupa della pagina. Non sono io: non ne ho il tempo, né la competenza.</p>
<p>Però credo nei sogni che diventano progetti. Questo film lo sarà. E magari uno di voi farà qualcosa di grande, con il suo talento e il suo impegno.</p>
<p>Buona fortuna!</p>
]]></content:encoded>
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