21 maggio 2009

Sono fiero di te

Perché i prof parlano agli alunni solo quando devono motivare un voto negativo? E perché sui voti positivi sono così asciutti, quasi da apparire infastiditi dal risultato positivo ottenuto dall’alunno?In quest’anno scolastico ho sperimentato quanto sia importante, quando se lo meritano, dire ai propri alunni:

Sai, sono proprio fiero di te.

5 responses to “Sono fiero di te”

  1. Anonymous ha detto:

    Fatto proprio oggi, guarda caso 😉
    P.

  2. Margie ha detto:

    Vero, non e’ difficile dire che uno ha fatto un bel lavoro, anzi, da piacere dirlo e anche sentirlo…cerco di dirlo ogni volta che merita, ed anche incorraggiare quando c’e’ un passo avanti, anche se non e’ la fine del mondo, positivo e sempre positivo! Sembra banale, ma molti non lo fanno…
    Alessandro, sei un collega da non perdere, e credo che i tuoi alunni siano fortunati!
    -Margie

  3. Anonymous ha detto:

    Scusa l’intrusione 😉 ma questo post mette in evidenza una grande caratteristica antropologica, sarebbe limitativo applicarla solamente agli insegnanti. Anche in casa può andare allo stesso modo. Ma dirò di più: l’assenza di elogio è talmente normale che persino i sistemi informatici ne sono affetti: il sistema operativo UNIX, ad esempio, è strutturalmente “not verbose” come si dice in gergo, ovvero: se il comando che hai dato si è completato correttamente il sistema non fa una piega. Se il comando invece è errato, allora il sistema parla. Poco, ma parla 😉
    Ciao
    Roberto

  4. Anonymous ha detto:

    Continua sempre ad incoraggiare i tuoi alunni così…è un bel rinforzo affettivo!! In questo modo si sentiranno accettati e saranno capaci di impegnarsi di più. Indipendentemente dai voti attribuiti, ti vedranno come una persona vicina ai loro bisogni.

    Anche i tuoi alunni sono fieri di te…Questo è sicuro.
    Ciao prof

  5. Prof 2.0 ha detto:

    P: sincronie professorali…

    Margie: sono fiero del tuo italiano! E di averti come collega!

    Roberto: altro che intrusione. Il rapporto con i figli ha molte cose in comune con il rapporto con gli alunni. E il tuo paragone con i computer è illuminante… Cosa ci sta succedendo?

    Anonimo: grazie!

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