Overture

Questo video d’apertura resta sempre in cima, perché tutte le volte che ne hai bisogno puoi guardarlo. Ma non fermarti qui: il resto cerco di aggiornarlo periodicamente.

Viviamo in un tempo in cui raccontare qualcosa di positivo desta sospetto. Credo che dovremmo abbassare le nostre difese e cercare ciò che in mezzo all’inferno non è inferno, farlo durare e dargli spazio, come dice il Marco Polo creato da uno scrittore a me caro. Questo però richiede coraggio, perché accogliere qualcosa di bello, vero, buono, cioè riconoscerlo come bello, vero, buono, significa mettersi in gioco personalmente per difendere e ampliare quel bello, vero, buono. Il cinismo è scorciatoia che ripara dal coinvolgimento personale e dal conseguente impegno, e a volte sembra un rifugio comodo, ma alla lunga inaridisce. Invece non nascondersi l’inferno e far crescere qualcosa di bello, lì in mezzo, è molto più appassionante. Per me questo si fa vita di tutti giorni in due modi: come insegnante, ascoltando e ampliando persone, e come scrittore, ascoltando e ampliando personaggi. Faticoso, ma entusiasmante.

La data del post? Il giorno in cui ho visto la luce per la prima volta. Per questo non sono cinico: perché mi è piaciuto, anche se ci ho pianto sopra.

2 dicembre 2020

Ultimo banco 56. Il bandito e il campione

«È uno di quei rari atleti che sembrano dispensati dalle leggi della fisica. Di questa categoria fanno parte una mezza dozzina di esempi, una specie di geni, o mutanti, o […]

25 novembre 2020

Ultimo banco 55. In sospeso

«Non ero pronto», così mi ha detto un amico, che è come un fratello e che ha perso il padre qualche giorno fa. E chi può essere pronto, amico mio? […]

19 novembre 2020

Ultimo banco 54. In sicurezza

«Mettere in sicurezza», una delle espressioni più abusate in questi tempi, adatta a impianti e apparecchiature, è ora, ahimè, usata per le persone, con esiti spesso opposti: «mettere insicurezza». Perché più vogliamo […]

11 novembre 2020

Ultimo banco 53. In presenza

In questi tempi «da remoto» (che è pur sempre, dal latino, il participio di rimuovere) il discrimine tra assenza e presenza è il corpo. Ma che cosa significa davvero «in […]

3 novembre 2020

Ultimo banco 52. Gli amortali

I morti hanno a che fare con i vivi: l’ho imparato sin da bambino. Nella notte tra l’1 e il 2 novembre, nella mia Palermo, la tradizione voleva che fossero i […]

31 ottobre 2020

L’appello: il mio nuovo romanzo

  Il libreria dal 3 novembre 2020. Per saperne di più cliccate qui

27 ottobre 2020

Ultimo banco 51. Demoralizzati

«“Sono colpevole di omicidio!”. Ora fu lei a guardarlo adirata: “Perché dici certe stupidaggini?”. “Ma è la verità”. “Non esiste la parola colpevole! Lo sai benissimo anche tu. Sono sempre le circostanze che determinano […]

20 ottobre 2020

Ultimo banco 50. Il parcheggio

Si dice che la realtà se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Inventare viene dal latino invenire: trovare. Direi quindi piuttosto che la realtà se non ci fosse (o venisse mascherata dagli […]

13 ottobre 2020

Ultimo banco 49. Respirare meglio

«La sua inconfondibile voce poetica che con l’austera bellezza rende universale l’esistenza individuale». Questa la motivazione con la quale gli accademici svedesi hanno assegnato il Nobel per la letteratura alla settantasettenne […]

6 ottobre 2020

Ultimo banco 48. Mattoni per la resistenza

Il secondo anno delle superiori è, se ricordate, occupato dall’ingombrante presenza dei Promessi Sposi che, come se non bastasse, io impartisco ai miei studenti dopo una lettura antologica dell’Eneide. Il poema è […]