Overture

Questo video d’apertura resta sempre in cima, perché tutte le volte che ne hai bisogno puoi guardarlo. Ma non fermarti qui: il resto cerco di aggiornarlo periodicamente.

Viviamo in un tempo in cui raccontare qualcosa di positivo desta sospetto. Credo che dovremmo abbassare le nostre difese e cercare ciò che in mezzo all’inferno non è inferno, farlo durare e dargli spazio, come dice il Marco Polo creato da uno scrittore a me caro. Questo però richiede coraggio, perché accogliere qualcosa di bello, vero, buono, cioè riconoscerlo come bello, vero, buono, significa mettersi in gioco personalmente per difendere e ampliare quel bello, vero, buono. Il cinismo è scorciatoia che ripara dal coinvolgimento personale e dal conseguente impegno, e a volte sembra un rifugio comodo, ma alla lunga inaridisce. Invece non nascondersi l’inferno e far crescere qualcosa di bello, lì in mezzo, è molto più appassionante. Per me questo si fa vita di tutti giorni in due modi: come insegnante, ascoltando e ampliando persone, e come scrittore, ascoltando e ampliando personaggi. Faticoso, ma entusiasmante.

La data del post? Il giorno in cui ho visto la luce per la prima volta. Per questo non sono cinico: perché mi è piaciuto, anche se ci ho pianto sopra.

2 marzo 2021

Ultimo banco 69. Ogni giorno vale la pena

Il 6 marzo ricorre «La giornata dei Giusti dell’umanità», dedicata a tutte le persone che hanno difeso la vita umana e la sua dignità in situazioni drammatiche. La ricorrenza invita […]

23 febbraio 2021

Ultimo banco 68. Un vestito amaranto

                    «Ma esistono poeti vivi?». Una mia alunna quindicenne dopo una lezione su un sonetto di Dante mi ha posto questa […]

16 febbraio 2021

Ultimo Banco 67. Le rughe e le righe

«Hanno sin qui la maggior parte dei filosofi creduto che la superficie della Luna fosse pulita e assolutissimamente sferica, e se qualcuno disse che ella fosse aspra e montuosa fu […]

9 febbraio 2021

Ultimo banco 66. Colui che resta

In una giornata invernale così luminosa che i colori sembravano soffiati nel vetro da un esperto artigiano, per godermi lo spettacolo, dopo scuola, ho deciso di tornare a piedi passando […]

2 febbraio 2021

Ultimo banco 65. Qualcosa di personale

Nel primo giorno di scuola «in presenza» ho ascoltato i miei studenti del secondo anno sui Promessi Sposi. Il romanzo più odiato dagli italiani può avere un effetto sorprendente anche […]

26 gennaio 2021

Ultimo banco 64. Ritorno al futuro

Quale è stata la cosa più bella di ieri? Ho chiesto qualche giorno fa a una classe di universitari di un master di scrittura. Li incontravo per la prima volta […]

19 gennaio 2021

Ultimo banco 63. Tristezza mezza bellezza

Chi conosce la montagna sa che camminare in cresta è tanto bello quanto vertiginoso: ci si sente abbracciati dal panorama e padroni dell’orizzonte, ma stare sospesi tra due voragini è […]

12 gennaio 2021

Ultimo banco 62. Avere un’anima

A ricordarci che abbiamo un’anima ci pensano i cartoni animati. Soul, film Disney-Pixar di Natale, ha invaso gli schermi di coloro che, chiusi in casa e in cerca di leggerezza, […]

5 gennaio 2021

Ultimo banco 61. L’anno che verrà

Qualche giorno fa, al risveglio, la casa galleggiava in una luce lattiginosa. I tetti, i rami, le macchine erano di un’unica silenziosa consistenza: nevicava da ore. La neve è una […]

29 dicembre 2020

Ultimo banco 60. Attaccati alla vita

«Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade. Ho tanta stanchezza sulle spalle. Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata. Qui non si sente […]