29 giugno 2009

Gli sposi più odiati dagli italiani…

L’anno prossimo al prof tocca far innamorare i suoi alunni di quel romanzo che tutti dicono di aver letto e che tutti odiano: I promessi sposi.

Tutti dicono di averlo letto perché a scuola (un luogo dove si impara ad odiare anche Dante…) se ne leggono dei pezzi e si passa più tempo a farne i riassunti che a leggerlo per intero. Eppure a leggerlo ci vorrebbe meno tempo. Ma si sa che oggi il mondo, e la scuola in testa, non punta alla realtà, ma alle sue interpretazioni, spesso antologiche…

Tutti dicono di odiarlo proprio per questo motivo: non l’hanno letto (e concedo che ci sono delle parti noiose, ma i ritmi del cinema Manzoni non li conosceva…).

Allora il prof se lo sta rileggendo.
Ed è una continua scoperta. Una meraviglia.

Leggete questo risveglio di don Abbondio e ditemi se don Abbondio non è dentro di noi, ogni mattina:

“Il primo svegliarsi, dopo una sciagura, e in un impiccio, è un momento molto amaro. La mente, appena risentita, ricorre all’idee abituali della vita tranquilla antecedente; ma il pensiero del nuovo stato di cose le si affaccia subito sgarbatamente; e il dispiacere ne è più vivo in quel paragone istantaneo. Assaporato dolorosamente questo momento, don Abbondio ricapitolò subito i suoi disegni della notte, si confermò in essi, gli ordinò meglio, s’alzò, e stette aspettando Renzo con timore e, ad un tempo, con impazienza” (cap.II)

4 responses to “Gli sposi più odiati dagli italiani…”

  1. Anonim. Insonne ha detto:

    Dopo tutto le poesie non sono sempre in rima.

    Sembra che riesca a bloccare non un attimo, ma istantane di momenti.. Non sò, con quelle parole è come se infilasse una mano in profondità e ne facesse riemergere un qualcosa.
    Non è poi così particolare ma per quanto è vero fa vibrare l'anima.

  2. Anonymous ha detto:

    Addio/ monti sorgenti dall'acque- ed elevati al cielo/ cime inuguali/ note a chi è cresciuto tra voi/ e impresse nella sua mente/ non meno che l’aspetto de' suoi familiari/ torrenti- de' quali si distingue lo scroscio/ come il suono delle voci domestiche/ ville sparse e biancheggianti sul pendìo/ come branchi di pecore pascenti/ addio!/ Quanto è tristo il passo di chi/ cresciuto tra voi/ se ne allontana!//

    Alla fantasia/ di quello stesso che se ne parte volontariamente/ tratto dalla speranza di fare altrove fortuna/ si disabbelliscono/ in quel momento/ i sogni della ricchezza/ egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere/ e tornerebbe allora indietro/ se non pensasse che, un giorno- tornerà dovizioso/ Quanto più si avanza nel piano/ il suo occhio si ritira/ disgustato e stanco/ da quell'ampiezza uniforme/ l'aria gli par gravosa e morta/ s'inoltra mesto e disattento/ nelle città tumultuose/ le case aggiunte a case/ le strade che sboccano nelle strade/ pare che gli levino il respiro/ e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero/ pensa/ con desiderio inquieto/ al campicello del suo paese/ alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso/ da gran tempo/ e che comprerà/ tornando ricco/ a' suoi monti//

    Ma chi/ non aveva mai spinto/ al di là di quelli/ neppure un desiderio fuggitivo/ chi/ aveva composti in essi/ tutti i disegni dell'avvenire/ e n'è sbalzato lontano/ da una forza perversa!/ Chi/ staccato a un tempo/ dalle più care abitudini/ e disturbato nelle più care speranze/ lascia que' monti/ per avviarsi in traccia di sconosciuti/ che non ha mai desiderato di conoscere/ e non può/ con l'immaginazione/ arrivare a un momento stabilito per il ritorno!/ Addio/ casa natìa/ dove/ sedendo/ con un pensiero occulto/ s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni- il rumore d'un passo aspettato/ con un misterioso timore/ Addio/ casa ancora straniera/ casa sogguardata tante volte alla sfuggita/ nella quale la mente- si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa/ Addio/ chiesa/ dove l'animo tornò tante volte sereno/ cantando le lodi del Signore/ dov'era promesso/ preparato un rito/ dove il sospiro segreto del cuore- doveva essere solennemente benedetto/ e l'amore venir comandato/ e chiamarsi santo/ addio!// Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto/ e non turba mai la gioia de' suoi figli/ se non per prepararne loro- una più certa e più grande.

    SUBLIME!!!

  3. gdm ha detto:

    il mio prof ce ne fece studiare qualche breve passo a memoria.
    Lo maledicevamo ma, a 25 anni di distanza, quando le parole mi riaffiorano alla memoria, gli sono immensamente grato.

    Le parodie goliardiche mi disgustano, ma quella che mi hanno segnalato (http://www.youtube.com/watch?v=c9CxZnsbY04) ha dei virtuosismi interessanti.

    GDM

  4. Prof 2.0 ha detto:

    Anonimo insonne: proprio così.

    Anonimo: confermo.

    Gdm: siamo in perfetta sintonia, avevo inserito già il video nella TV in alto a destra del blog!

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