7 settembre 2009

Su una panchina di Londra

Capita di sedersi in un luogo in cui nessuno ti conosce, lontano dalla tua città.
Capita in questi casi, a sapere ascoltare, di sentirsi nuovi.
Ascoltare il grado zero di sé, senza sovrastrutture.
Capita in modo direttamente proporzionale alla distanza dai luoghi d’origine, dove si attenuano – quasi sino a sparire – gli schemi consueti per interpretare gli altri e il mondo, anche se gli altri parlano ai tavoli dei bar come in tutto il resto del mondo.
E puoi essere il più strano di tutti: non attiri l’attenzione, perché non sai cosa è strano.
E puoi essere il più normale di tutti: non attiri l’attenzione, perché non sai cosa è normale.
Chi sei tu al grado zero?
Rischi di scoprirlo solo se ti decentri.
Ricordati però che quello è l’innesco, poi tocca a te, dentro di te.
Per questo viaggi nei luoghi, nei libri, negli occhi degli altri, ma questo non basta.
Viaggiare è la forma più raffinatamente materialista della vita spirituale. Quel che oggi a molti resta per entrare in dialogo con sé stessi e quindi per trascendersi.
Cambiano cielo, non anima, quelli che corrono di là dal mare.Che gioia potersi sedere su questa panchina tutti giorni, almeno mezz’ora…

7 responses to “Su una panchina di Londra”

  1. AleOli ha detto:

    E' uno dei più bei post che abbia mai letto! Quant'e vero che la nostra anima è lì ovunque siamo, che sia a Lima, a Roma o a Bangkok!

  2. AleOli ha detto:

    Tuttavia così come ci si sposta fisicamente per tentare di conoscersi di nuovo o con maggior profondità (come dice un annuncio all'uscita della metro a Roma, di fronte al quale ridacchio sempre 'corsi di autoconoscenza'!), ci si può anche fermare per mezz'ora ogni giorno in un posto molto conosciuto, e trovare non solo la stessa anima, ma nuovi cieli proprio lì dove il cielo non è cambiato

  3. Anonymous ha detto:

    Leggo in silenzio queste tue parole, contengono saggezza, forza e conforto. Si intrecciano perfettamente con le emozioni di chi leggendoti è pronto (credo) a fermarsi e a conoscersi veramente…
    E in un’altra città e in quella panchina queste parole faranno ritorno come un eco, accompagnando sempre chi cambierà cielo ma non anima…

    Grazie
    =)

  4. Anonymous ha detto:

    Come sempre quando parli di anima e di cuore, fai centro ..
    Non solo per quello che dici. che è sempre di grandi contenuti..ma per come lo dici…

    Anima saggia di mille anni…

    intrisa di odori sempre appena nati.

    Spirito di amore universale

    adoperato per il mondo intero.

    Cuore amabile di bimbo

    affacciato a scoprire cieli oltre gli

    orizzonti piu lontani.

    Unione di pensiero , anima , cuore

    spirito , mente…sotto una coltre

    rabbergiata di stelle..

    Panchina del pensiero..

    che regala gioia ,

    da voler dire ..Grazie..

    alla vita e al mondo intero..

    per quel grande amore dato.

    Ale

  5. paola ha detto:

    La bellezza del tuo sentire muove altra bellezza Alessandro…

  6. Charles ha detto:

    Caro Alessandro,

    se le tue considerazioni sull'animo umano (perlomeno quello più nobile, sensibile, lucido) fossero dardi, faresti sempre centro; meglio di Robin Hood, meglio di Guglielmo Tell!

    With my best regards,
    Charles

  7. ilaria ha detto:

    Vien voglia di partire e cercare panchine e panchine…E’ proprio vero, lontano ho avuto la sensazione di poter ricominciare da me, mentre nella vita di tutti i giorni mi sento sullo stesso binario, sempre dritto…

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