L’arte di essere fragili – il cortometraggio

Ed ecco a voi il cortometraggio ispirato all’Arte di essere fragili. Volevo che il cuore del libro fosse tradotto anche in immagini cinematografiche: potenti, vere, bellissime. Così è. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questo piccolo esercizio di meraviglia, tra i quali molti lettori convenuti spontaneamente a Roma per le riprese.

I CRIC sono riusciti a realizzare ciò che speravo – www.cricfilm.it

Potete anche attivare i sottotitoli in inglese.

13 dicembre 2016 | 15

15 risposte a “L’arte di essere fragili – il cortometraggio”

  1. Luca Occelli ha detto:

    Gent.mo Prof. D’avenia, le scrivo di getto. Mi chiamo Luca Occelli, ho 45 anni anni e pratico il mestiere dell’attore (che dalle mie parti, il profondo sud del Piemonte, ancora non è considerato mestiere, ma “mestiere”). Domani mi troverò di fronte ad un gruppo di adolescenti. Mi è stato chiesto di leggere alcuni brani del suo libro “L’arte di essere fragili”. Forse domani, alzerò le mani dichiarando la mia inadeguatezza, l’illeggibilità. La mia “modesta”, “piccola” fragilità. E poi, piano piano, inizierò a leggere, con loro. La ringrazio personalmente per il suo lavoro e cordialmente le porgo i miei più cari saluti- Luca Occelli-.

  2. Clara Patini ha detto:

    Ciao Ale!
    Ti disturbo per chiederti se è possibile che la data del racconto teatrale di Bologna esca durante le vacanze di Natele. Io infatti dal 26/12 al 10/01 non sarò “connessa” perché vado in Etiopia, in una missione dei frati Cappuccini. Nel caso escano in quei giorni chiederei a qualche amico di controllare il tuo sito al posto mio.
    Ti ringrazio se potrai rispondermi e ti auguro con tanto affetto un felice Natale!
    Clara

  3. roberta buonavita ha detto:

    Nel leggere il suo libro, con mio estremo stupore, mi sono ritrovata a piangere. Tutta la mia fragilità si traduceva in lacrime ed è stato il momento in cui mi sono sentita più forte di tante altre volte.
    Grazie

  4. Chiara ha detto:

    Ho appena terminato la lettura del suo libro.
    In un momento della mia vita di grande sofferenza per una storia d’amore naufragata, ho trovato risposte e sostegno alle mie fragilità.
    Grazie di cuore.

  5. Paolo ha detto:

    Ho letto “Ciò che inferno non è”. Molto bello! Mi ha fatto scoprire una figura meravigliosa, 3p ed anche aspetti della sua terra, che avevo sentito raccontare ma che ora ho meglio compreso.Complimenti.

  6. Elisa ha detto:

    Caro Alessandro, mi chiamo Elisa e frequento il quarto anno di istituto professionale alberghiero a Roma (ho avuto il piacere di conoscerti al firmacopie il 2 dicembre 2016 a Roma). Ti stimo molto per ciò che scrivi e per ciò che riesci a trasmettere ai ragazzi attraverso le tue parole, per questo mi farebbe molto piacere se riuscissi a venire nella mia scuola per parlare un po’ dei tuoi libri e in particolare di “L’arte di essere fragili”, perché penso possa essere utile per me e per i miei compagni sentire le tue idee e avere un confronto con te… io ne ho già parlato sia con il mio professore, sia con la preside i quali mi hanno detto che sono disponibili ad organizzare l’incontro… con il mio professore di cucina, inoltre, abbiamo pensato di prepararti un buffet per la fine dell’incontro… volevo sapere se sei disponibile e cosa dobbiamo fare per mandarti la richiesta per un incontro… GRAZIE… spero in una tua risposta positiva… a presto

    • Prof 2.0 ha detto:

      Cara Elisa, grazie per il bellissimo invito. Compilate il modulo nella sezione eventi e contatti, poi si tratta di aspettare, per quest’anno non sarò possibile. Sarò a Roma per lo spettacolo teatrale, ci vediamo lì.

  7. Maria Rita ha detto:

    Stimatissimo prof. D’avenia,
    congratulazioni per il Bene che compie in una generazione di giovani che hanno estremo bisogno di sapere chi sono e che qualcuno glielo faccia scoprire.
    Nel video della prima teatrale ho visto giovani dagli sguardi grati e felici.”Questa sera uscendo guarderò le stelle” ha detto un ragazzo intervistato; credo che questa affermazione sia la più grande vittoria ….
    Non dimentichi di portare anche in Sardegna la bellezza de “l’arte di essere fragili”. Grazie

  8. mida ha detto:

    AL di qua di quei mattoni che circondano di falsa sicurezza la mia vita, voglio allungare il mio sguardo verso il fragile infinito,oltre quella croce che mi è stata data di portare
    -mida

  9. Giovanna ha detto:

    Una mattina qualunque, camminando, mi sono guardata intorno e ho visto tutto come se fossi morta e mi avessero miracolosamente concesso un’altra opportunità di tornare sulla terra . Ho sentito la gioia che si prova a scoprire di esistere ancora. Grazie.

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