Prof 2.0

Il blog di Alessandro D'Avenia

Overture

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Questo video d’apertura resta sempre in cima, perché tutte le volte che ne hai bisogno puoi guardarlo. Ma non fermarti qui: il resto cerco di aggiornarlo periodicamente.

Viviamo in un tempo in cui raccontare qualcosa di positivo desta sospetto. Credo che dovremmo abbassare le nostre difese e cercare ciò che in mezzo all’inferno non è inferno, farlo durare e dargli spazio, come dice il Marco Polo creato da uno scrittore a me caro. Questo però richiede coraggio, perché accogliere qualcosa di bello, vero, buono, cioè riconoscerlo come bello, vero, buono, significa mettersi in gioco personalmente per difendere e ampliare quel bello, vero, buono. Il cinismo è scorciatoia che ripara dal coinvolgimento personale e dal conseguente impegno, e a volte sembra un rifugio comodo, ma alla lunga inaridisce. Invece non nascondersi l’inferno e far crescere qualcosa di bello, lì in mezzo, è molto più appassionante. Per me questo si fa vita di tutti giorni in due modi: come insegnante, ascoltando e ampliando persone, e come scrittore, ascoltando e ampliando personaggi. Faticoso, ma entusiasmante.

La data del post? Il giorno in cui ho visto la luce per la prima volta. Per questo non sono cinico: perché mi è piaciuto, anche se ci ho pianto sopra.

Il rito magico dei libri

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Ho scritto due righe in merito alla questione del Salone del Libro, raccontando la mia semplice esperienza di lettore e scrittore, senza considerazioni di tipo politico o economico. Buone vacanze e buone letture a tutti! *** Al Salone del Libro di Torino ho sempre raccolto i frutti che il libro dovrebbe generare nelle persone: curiosità […]

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L’ultimo rito di passaggio che ci resta

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“Ho da poco subito una metamorfosi, ma non per nuove penne e nuove ali: queste sono sparite e, al loro posto, spero ormai d’avere un paio di gambe per camminare pazientemente sulla terra” così scriveva in una lettera il poeta inglese John Keats l’11 luglio 1819. Si riferiva all’approfondirsi, nella sua vita interiore, dei motivi […]

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Maturità: ma di che e di chi?

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È il momento del giudizio di maturità. E quindi della crisi, necessaria e feconda, perché crisi è parola che in greco indicava il “giudicare” operato nei campi dai contadini, quando dovevano vagliare il grano e distinguerlo dalla pula (l’involucro del chicco) o dal loglio (la zizzania che imita in tutto e per tutto il grano […]

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Maturità: consigli (non richiesti) a genitori e studenti

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Il Corriere della Sera mi ha chiesto qualche consiglio per i genitori con figli che affrontano la maturità. Ecco il LINK. Qui invece i miei consigli per l’esame per i ragazzi (semper per il Corriere): LINK. In bocca al lupo a tutti!

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Ho vinto tre Oscar

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Le mie tre figlie (sì perché per me i libri sono figlie, e non so neanche spiegare perché il femminile, ma è così) hanno vinto l’edizione Oscar. Eccole qua in tutta la loro nuova, economica e fasciante bellezza, che magari accompagnerà la vostra estate.

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Cristianesimo: religione per deboli?

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“Contemplare le bellezze e i pregi di un figliuolo proprio, non con altra soddisfazione, che di aver fatta una cosa bella al mondo; sia essa o non sia conosciuta per tale da altrui”. Così scriveva nel febbraio del 1828 Giacomo Leopardi riguardo ai suoi versi, per lo più disprezzati dai suoi contemporanei. Sapeva che quei […]

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E se gli scrutini li facessimo a noi stessi?

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Cari colleghi, in questi giorni ci sottoponiamo al rito degli scrutini: giudichiamo i ragazzi sul lavoro che hanno svolto in questi mesi. Vi propongo un esercizio che mi aiuta: prima di valutare un altro, valuta te stesso. Così come delineiamo il voto di un ragazzo sulla base di alcuni criteri, vi propongo tre parametri, relativi […]

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Amore o controllo?

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Se un uomo strangola e brucia la sua fidanzata, perché lo aveva lasciato, non è pazzo, ma lucidissimo: il contrario dell’amore è il controllo, che si mostra con la maschera dell’amore, ma dell’amore non ha l’essenza, cioè il dono di sé perché l’altro abbia vita, ma il contrario: la distruzione dell’altro perché io abbia vita. […]

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Modesto manifesto per una scuola del senso

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C’è bisogno di una “paidéia” (istruzione ed educazione insieme: la prima ha come fine la conoscenza, la seconda l’autonomia. Insieme potremmo chiamarle “cultura” se oggi non avesse un significato riduttivo, mentre cultura è tutto ciò che rende più umano l’uomo e più vivo lo spazio-tempo in cui l’uomo vive) capace di dare ai ragazzi strumenti conoscitivi […]

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Quando l’ultimo libro letto da una persona che muore è il tuo

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Ho ricevuto la bellissima lettera di un figlio diciannovenne, che ha perso da pochissimo la madre 58enne per un tumore e, con il suo permesso, ne condivido con voi alcuni passi. Sono le persone fedeli alla propria vocazione che rendono il mondo un posto bello e se ne vanno senza rimpianti. Queste storie mi aiutano […]

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