Prof 2.0

Il blog di Alessandro D'Avenia

Ciò che inferno non è – In libreria da martedì 28 ottobre

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dall’aletta di copertina:

“Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l’estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo.
Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra “3P”, il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l’invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita, quella vera. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l’intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, ’u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa, che li porti lontano quanto il pallone quando lo si calcia fortissimo nel campetto di terra battuta. Le strade dove si muove Lucia, che ha il coraggio di guardare il mondo con occhi luminosi e di non voler fuggire, perché il solo lievito per un cambiamento possibile è nascosto tra le mani di chi apre orizzonti dove il destino prevederebbe violenza e desolazione.
Con l’emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D’Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino, con il coraggio di chi nell’atto stesso di morire insegna come vivere a noi che restiamo. Un uomo semplice ma capace di generare la sola epica possibile oggi: quella quotidiana, conquistata passo dopo passo sul confine tra luce e lutto, parola e silenzio.
Unendo il respiro antico di una narrazione corale e l’intensità di un’invocazione, questo romanzo ci parla di noi, della possibilità – se torniamo a guardare la vita con gli occhi dei bambini che tutti siamo stati – di riconoscere anche in mezzo alla polvere ciò che inferno non è.”

In questo video (girato con mia sorella) vi racconto qualcosa del libro in alcuni luoghi che ne costituiscono il paesaggio reale e simbolico.

Immagine anteprima YouTube

Presto pubblicherò le date e i luoghi degli incontri di presentazione da qui a dicembre: Palermo, Milano, Roma, Genova, Bari, Bologna… e tante altre a seguire. Tenetevi aggiornati da qui o dalle pagine FB segnalate alla destra del blog.

Vi ringrazio fin da ora per l’entusiasmo e il calore che manifestate per l’uscita di questa storia, che sono sicuro troverà spazio nel vostro cuore e nella vostra carne, come è accaduto a me.

Qui sono in uno dei luoghi chiave dell’intero romanzo: lo Spasimo. E mia sorella mi ha colto in una tipica espressione di stupore._W3B1355

Pur faticando, non mi stanco

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C’è un quadro di Boccioni di cui mi sono innamorato. Si intitola “La strada entra nella casa”, dipinto nel 1911. Una donna, le cui fattezze sono della madre del pittore, affacciata al balcone guarda la città dall’alto e, in un movimento a spirale di edifici e uomini dediti a diverse attività, la strada sembra riversarsi […]

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Colpa delle stelle: affrontare la morte per fregarla, da Omero a oggi

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In prima superiore ho chiesto di portare i libri letti durante l’estate. Sul banco di una studentessa c’era “Colpa delle stelle”, uno dei libri che ha infuocato le classifiche di libri e i cuori di molti ragazzi, anche grazie al film adesso nelle sale: una storia in cui due sedicenni per vivere il loro amore […]

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La lezione frontale non basta più

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Se sapessi di avere una classe di 30 e più ragazzi prima mi dispererei poi mi rimboccherei le maniche, come mi è capitato. Se il lavoro dell’insegnante fosse quello di “erogare” lezioni i numeri non conterebbero, caricheremmo le nostre lezioni sulla rete e ci risparmieremmo l’odore della classe. Se teniamo in piedi il sistema “analogico” […]

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Scuola il rischio noia se si perde la meraviglia

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L’alternativa ad una scuola noiosa non è una scuola divertente. Non esiste una scuola spensierata e senza fatica (e il digitale non la renderà tale), ma questo non vuol dire che debba essere noiosa (e il digitale ci darà una mano). La vera alternativa è una scuola interessante. Interesse (essere dentro) vuol dire coinvolgimento con […]

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Cari studenti non rassegnatevi alla stanchezza

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Ho scritto un articolo in vista dell’inizio della scuola. Si tratta di una modestissima riforma alla portata di tutti, perché non è di sistema, ma di testa e cuore del singolo. Per il resto vi rimando a quest’altro articolo del Corriere. *** La società della stanchezza. Così un filosofo ha definito il nostro tempo. Una cultura […]

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Arrivederci, Robin, grazie per il tuo verso

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C’è un tempo della vita in cui la pelle e la carne si slabbrano per poter coprire lo spirito che finalmente si stira, all’alba della consapevolezza della propria libertà e unicità (checché ne dicano i minimalisti dell’esistenza, nessuno ha mai avuto né mai avrà le impronte digitali uguali alle mie). Quel tempo, d’ebbrezza e dramma […]

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La classe è… acqua

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Ho scritto queste righe per l’inserto La Lettura del Corriere della Sera, nell’ambito del dibattito sulla scuola affrontato dal giornale nelle ultime settimane. *** Le parole abusate sono segnaletica della nostalgia, fosforescenze di ciò che perdiamo. Scuola: tutti ne parlano, mentre rantola. Se dovessi distillare il succo di 14 anni di insegnamento, di incontri in […]

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L’adolescenza non è una malattia

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Mi hanno mandato le riprese di un incontro informale in occasione di un premio. Magari ci tirate fuori qualcosa di buono. Ne approfitto per augurare a tutti un finale di scuola positivo, nonostante la fatica accumulata.

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Ma il peccato è dimenticare la bellezza

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 Mi è stata chiesta una riflessione sulle letture in classe, a partire dall’episodio accaduto in un liceo classico di Roma. Non conosco il libro in questione, mi sono quindi limitato a considerazioni nate da anni di studio e di esperienza sul campo. *** Denunciateci, cari genitori, ma non per quello che facciamo leggere ai vostri figli, […]

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