29 novembre 2010

Domanda

Perché si studia la letteratura a scuola?

ps. i video sul blog sono stati ripristinati. Buona visione!

26 responses to “Domanda”

  1. Editta Campello ha detto:

    Ciao, ho letto il tuo libro, mi ha scelto in libreria, si, perchè nessuno me ne aveva parlato e sono stata attirata dal titolo. Nonostante io sia ormai una babbiona, l’ho trovato interessantissimo. Mi è piaciuto il tuo modo di scrivere così diretto. Mi è piaciuta la semplicità. Spero ti faccia ispirare a scrivere altro! Bravo! Editta

  2. Veronica ha detto:

    Bella domanda. Identica a quella che mi sto facendo anche io adesso. Perchè sono qua a studiare “Il dolce stil novo”, i sonetti di Cavalcanti o Guinizzelli o il quinto canto dell’Inferno di Dante per la verifica di italiano per domani? Potrei benissimo prendere e uscire, dormire, guardare la televisione, ascoltare la musica. Invece sto studiando. Prima dell’incontro con lei del 20 novembre a Busto avrei risposto a questa domanda banalmente: per prendere il mio bel 7, far contenta la prof e i genitori. Ma adesso la mia risposta è cambiata, è diversa. Quei 100 canti di Dante mi attirano, così come i sonetti. Si studia per una sete di conoscenza, una sorta di piacere, perchè si è “costretti”: le parole di Dante sono come una calamita,ti attraggono e non riesci più a staccarti da loro.

  3. monica ha detto:

    Tra le tante ipotesi, comincerei a rispondere come avevi accennato tu in un post di qualche tempo fa: perché la lezione ha senso se si parte dalla prospettiva che il mondo, per qualche strano caso, fosse stato travolto da una catastrofe naturale; e il mondo riparte dalla classe, cioè su ogni professore è appoggiata la responsabilità che quanto di più bello ci sia al mondo venga dato ai nostri studenti. La Letteratura è aver voluto fissare questo senso del mondo nella forma migliore e più comunicativa che abbiamo. Per questo amo gli scrittori che più hanno avuto coscienza del loro apporto alla storia del mondo, col loro scrivere.
    PS: venerdì avevo postato il tuo “Steddazzu” con una citazione dal Mestiere di vivere di Pavese; è comparsa per qualche ora, ma ora non figura più… è successo qualcosa…?

  4. maria rita ha detto:

    la letteratura è esperienza della realtà, è la bellezza che si incarna e prende forma, è comunicare un valore che si rende nuovo ed attuale. La letteratura è risposta ai perché di ieri, di oggi, di domani, la letteratura è la vita che prende nuovo vigore attraverso il cuore di chi oggi, giovane ed inesperto scopre l’amore, il dolore, la felicità, la malinconia: la letteratura è… il passato che diventa presente e si eterna nel cuore di chi sa riconoscere il bello il vero il bene. La letteratura è una madre che sazia il figlio e lo fa crescere, ogni giorno di più.

    • gabriella ha detto:

      Bellissima questa risposta!
      Ricordo le ore d’italiano alle medie in cui la professoressa leggeva ad alta voce: “l’Odissea”
      “l’Iliade”, “Il buio oltre la siepe”.
      Ogni lunedì.
      Sono passati 35 anni e ringrazio quella splendida insegnante per essere riuscita a trasmettermi la passione per la letteratura.
      In quell’età così difficile ricordo lo studio della letteratura come l’ingresso in un mondo nuovo e fantastico.

  5. Micaela ha detto:

    Dirò una banalità. Perché sono il nostro passato, la nostra storia.
    Anche se forse non sono adatti e amati da tutti, io mi sono appassionata ai classici quando ero abbastanza matura da capirli.

  6. elena ha detto:

    Io sono una studentessa della quarta ginnasio a Firenze e so di scrivere in modo sempliciotto, non sono la più esperta di letteratura (ma diciamo che per la mia età sono giustificata) e non so perché i grandi studiosi si siano messi a sui libri a fare quella faticaccia che odio tanto per anni e anni. L’unica cosa che so è che la letteratura è l’unica materia che sento veramente mia, posso imparare a vivere con le parole di Dante, Leopardi e Ungaretti… posso imparare ad amare tutto ciò che mi circonda, ad amare la vita, posso imparare ad amare anche dopo il più gran dolore che è la morte… e la cosa più strabiliante è che non faccio nessuna fatica a ricordarmi il quinto canto dell’inferno o le trame dei racconti a memoria perché sento finalmente che lo studio può avere un senso.
    Spero che il punto di vista di chi sta dall’altra parte della cattedra possa servirti xD e ti ringrazio per tutte le grandi emozioni che mi hai fatto sentire leggendo Bianca come il latte, rossa come il sangue!

  7. prof fotografa, risposta di schianto ha detto:

    Perché è compagnia per me, è bellezza e compagnia, è sollievo e provocazione al vero. Perché con la luna all’alba di qualche mattina fa, il pastore errante di Leopardi mi ha fatto arrivare dove da sola non sarei arrivata. Perché i fiumi di Ungaretti sono i miei. Perché Ettore e Aiace sono me, più di me, me: me e un ideale più grande. Perché l’eroismo di cui avvampa Alan nell’isola del Tesoro è lo stesso di cui vorrei avvampare io.
    Perché l’oceano visto per la prima volta a 17 anni con gli occhi di Ulisse è più profondo, più spesso, più profondo nello spazio e nel tempo e nella storia dell’uomo. Più mio.
    Perché la sirenetta di Andersen è così vera che piango, delle lacrime di cui lei non può piangere, del dolore che le fa sanguinare le gambe. Perché la nostalgia del brutto anatroccolo e il suo anelito disperato alla vita sono i miei.
    Perché lo hobbit parte per un’avventura sentendo una canzone dei nani (invasori a tradimento della sua casa e della sua quiete e della sua vita): “Mentre cantavano lo hobbit sentì vibrare in sé l’amore per le cose belle fatte con le proprie mani, un amore fiero e geloso, il desiderio dei cuori dei nani. Allora qualcosa che gli veniva dai Tuc si risvegliò in lui, e desiderò vedere le grandi montagne, udire i pini e le cascate, esplorare le grotte e impugnare la spada al posto del bastone da passeggio.”
    Insegno la letteratura perchè commuove me, tocca e smuove me, come lo hobbit.
    Perché amo i miei alunni più di quanto non possa immaginare io stessa, e offro loro quello che riempie me, arricchisce e riempie me. Possano goderne come me, e, se e come Dio lo permette, tramite me.

  8. Kalypso ha detto:

    Per conoscere il pensiero degli uomini e la loro visione del mondo e delle cose…
    Per sapere se, nonostante il corso della storia, gli autori provavano le nostre stesse sensazioni…
    Per conoscere la nostra realtà attraverso la vita degli altri…
    Per sapere chi siamo e chi vorremmo diventare…
    Per nutrirsi della bellezza delle parole e raccontarsi una favola…

  9. Rossana ha detto:

    Secondo me Perchè solo conoscendo il passato possiamo capire il nostro presente e cercare di controllare il futuro, e non c’è modo migliore di farlo attraverso le idee degli autori ! e poi se devo dirla tutta mi affascina ! per questo ho scelto il liceo classico, e per ora sono in 4 ginnasio, per approfondire meglio lo studio della letteratura

  10. Corie ha detto:

    Per aprire la mente e il cuore. per imoarare ad emozionarsi, per imparare ad usare le parole…

  11. Charles ha detto:

    PER:
    1)Imparare a pensare, ragionare, riflettere.
    2)Acquisire esperienze altrui.
    3)Vivere emozioni.
    4)Conoscere noi stessi.
    5)Conoscere gli altri.
    6)Capire come comunicare e relazionarci con una persona o con la società.
    7)Trovare le parole per esprimere i nostri pensieri.
    8)Trovare le parole per nascondere i nostri pensieri.
    9)Creare un modo per raggiungere i fini della nostra vita.
    10)Apprendere nozioni, informazioni, scienze.
    11)Tutti i motivi espressi nei posts precedenti.
    12) Tutti i motivi che saranno espressi nei posts successivi.

  12. Anita Book ha detto:

    Semplicemente, per amore.

  13. Eleonora ha detto:

    Si insegna per non morire. Per scavare così profondamente nei sogni da perdercisi dentro. Si insegna per vivere.

  14. ilaria ha detto:

    Per capire la nostra storia, il nostro passato…..E dal modo in cui si insegna può aiutarci a vivere meglio anche il nostro futuro…E’ una materia in cui ci vuole cuore, e l’esempio che abbiamo davanti a quell’età può lasciare dentro di noi dei ricordi che ci accompagnano anche da adulti.

  15. Mari ha detto:

    Sono in ritardo ma dico la mia….la letteratura si studia per Amore, anche se quando iniziamo a farlo ancora non lo sappiamo, i racconti, i romanzi, le poesie sono la storia dell’Uomo, dei suoi sogni, dei desideri, delle paure, del coraggio, sono l’eredità dei nostri padri e il patrimonio che lasciamo ai nostri figli, i libri ci consolano nel dolore, ci fanno compagnia nella solitudine,sono cibo per l’Anima.

  16. Sara ha detto:

    Perchè si studia la letteratura? Ah! Buona domanda… A dir la verità non me lo sono mai chiesta. Penso che la letteratura sia una materia fondamentale perchè ti permette di guardare il mondo con gli occhi di un altro, di scoprire le cose belle a cui di solito non fai nemmeno caso. La letteratura ti fa porre domande che non credevi di avere, ti fa trovare qualcuno che ha le tue stesse

    idee, i tuoi stessi problemi… La letteratura è la passione che qualcun’altro ti trasmette

  17. bettamaz ha detto:

    Per cercare qualche risposta sul senso della mia vita, alla fine tutti gli uomini si fanno le stesse domande da sempre!
    Ogni uomo ha una propria visione della vita, e gli artisti ce l’hanno tramandata!!

  18. Anna ha detto:

    Purtroppo ho scoperto solo ieri dell’esistenza di questo blog. Mi sono permessa, nonostante il ritardo, di fare questo esercizio, di scrivere qualche pensiero.
    Credo che la risposta più bella l’abbia data lei, nel suo libro: “La letteratura è il miglior modo per scoprire l’uomo”. E per me, ancora più che l’uomo, se stessi.
    La prima volta che sono rimasta folgorata, leggendo, ero accompagnata dal pensiero: “Qualcuno ha provato esattamente quello che sento! Ed è stato in grado con le parole di rendere quell’emozione!”. Con il tempo, dopo essere stata visitata da quel pensiero numerose volte, sono arrivata a chiedermi chi potesse assicurarmi che l’autore avesse provato quella sensazione nello stesso modo. Mi sono risposta che forse, inconsciamente, non mi è mai interessato davvero saperlo. Forse più che l’emozione in sé mi sono accontentata del riflesso che questa produceva – e continua a produrre – dentro di me.
    Non appena mi sono innamorata di un brano o di una poesia, ne ho cercati di simili per riempire la scatola delle cose che mi piacciono o che mi piacerebbe fare/visitare/sognare. Le cose che mi incuriosiscono mi parlano di me.
    E poi non è più stato abbastanza. Mi sono tuffata nelle parole che mi raccontavano qualcosa che percepivo diverso, lontano, estraneo. In quelle parole che prima di innamorarmi della lettura mi sembravano richiedermi uno sforzo disumano. Da quando mi sono innamorata, cerco anche queste, per modellare la parte di me che mi convince meno.
    Penso che studiando la letteratura costruiamo il nostro equilibrio. E quando la vita, con i suoi pensieri, sposta il nostro baricentro, ci rifugiamo in essa. Credo che la maggior parte delle volte non ci aspettiamo di trovare delle risposte, ma sappiamo esattamente quali parole leggere per amplificare la sensazione che stiamo provando, o per mitigarla.
    Qualche volta invece di rifugiarci in un libro prendiamo l’iPod o una chitarra e sappiamo quali sono i suoni che toccano quel nostro angolino. Proprio come Leo sa qual è la colonna sonora di ogni suo stato d’animo. La musica (come qualsiasi altra forma d’arte o il recarci sulla nostra panchina rossa) non si sostituisce alla letteratura, piuttosto la completa; arriva in modo diverso, si riflette in modo diverso.
    Altre volte sono le parole di qualcuno vicino a noi a fare qualcosa di simile. E Leo ci ricorda come riusciamo a memorizzare il numero del messaggio che ci fa sentire in quel determinato modo.
    Il controllare quello che sentiamo, questo sì, può aiutarci a rispondere alle nostre domande. E allora ecco che il livello di conoscenza di noi stessi, supera quello del mi-piace/non-mi-piace.
    Da questo punto di vista mi sembra che le parole di Tolstoj acquistino ancora più forza. Chi sa scrivere è quasi in dovere di farlo: qualcuno leggendo le sue parole si conoscerà.
    Ovviamente, come dimostrato dai numerosi commenti, questa non è l’unica risposta. Forse è quella che più mi ha colpita. Sono cosciente, però, che lo studio della letteratura mi ha fornito degli strumenti che ancora oggi, pur studiando tutt’altro, mi aiutano ad essere analitica, precisa. L’esercizio dell’analisi dei testi mi ha anche abituato all’importanza di ciascuna parola, del suo caso, della sua posizione nella frase. Mi ha fatta innamorare della proprietà di linguaggio.
    Grazie della bella lettura che mi ha regalato. Ho riscritto alcune frasi e le conservo perchè sono certa, per quello che suscitano in me, che mi faranno scoprire qualche angolo ancora inesplorato.

  19. Nona Mills ha detto:

    Sono in ritardo ma dico la mia….la letteratura si studia per Amore, anche se quando iniziamo a farlo ancora non lo sappiamo, i racconti, i romanzi, le poesie sono la storia dell’Uomo, dei suoi sogni, dei desideri, delle paure, del coraggio, sono l’eredità dei nostri padri e il patrimonio che lasciamo ai nostri figli, i libri ci consolano nel dolore, ci fanno compagnia nella solitudine,sono cibo per l’Anima.

  20. Deann Reese ha detto:

    Perchè si studia la letteratura? Ah! Buona domanda… A dir la verità non me lo sono mai chiesta. Penso che la letteratura sia una materia fondamentale perchè ti permette di guardare il mondo con gli occhi di un altro, di scoprire le cose belle a cui di solito non fai nemmeno caso. La letteratura ti fa porre domande che non credevi di avere, ti fa trovare qualcuno che ha le tue stesse idee, i tuoi stessi problemi… La letteratura è la passione che qualcun’altro ti trasmette

  21. Circe ha detto:

    Prof , forse sono un po’ in ritardo nel rispondere ma mi sentivo in obbligo di farlo. Ho quindici anni e ho iniziato ad amare la letteratura , amarla profondamente soprattutto quest’ anno. Quando leggo l’ <> mi sembra di star dialogando con Omero e ascolto lui che parla di esperienze quotidiane , e sembra che quasi parli di me alcune volte. Esprime un mio pensiero ma meglio probabilmente di come avrei fatto io. Per esempio Hugo ha scritto che la luna è una falce d’oro nel campo delle stelle. Sono parole che conosciamo tutti ma che i poeti riescono ad organizzare in questo modo come se avessero visto tutto ciò per la prima volta. E poi ti accorgi che ciò che dicono è vero solamente osservando , niente più.E inizi a dire ” oh ma è realmente così ma , se Hugo non me l’avesse detto io non me ne sarei accorto. ” Ecco , per me la letteratura è realtà. !

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