23 ottobre 2014

Ciò che inferno non è – In libreria da martedì 28 ottobre

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dall’aletta di copertina:

“Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l’estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo.
Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra “3P”, il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l’invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita, quella vera. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l’intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, ’u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa, che li porti lontano quanto il pallone quando lo si calcia fortissimo nel campetto di terra battuta. Le strade dove si muove Lucia, che ha il coraggio di guardare il mondo con occhi luminosi e di non voler fuggire, perché il solo lievito per un cambiamento possibile è nascosto tra le mani di chi apre orizzonti dove il destino prevederebbe violenza e desolazione.
Con l’emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D’Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino, con il coraggio di chi nell’atto stesso di morire insegna come vivere a noi che restiamo. Un uomo semplice ma capace di generare la sola epica possibile oggi: quella quotidiana, conquistata passo dopo passo sul confine tra luce e lutto, parola e silenzio.
Unendo il respiro antico di una narrazione corale e l’intensità di un’invocazione, questo romanzo ci parla di noi, della possibilità – se torniamo a guardare la vita con gli occhi dei bambini che tutti siamo stati – di riconoscere anche in mezzo alla polvere ciò che inferno non è.”

In questo video (girato con mia sorella) vi racconto qualcosa del libro in alcuni luoghi che ne costituiscono il paesaggio reale e simbolico.

[youtube]http://youtu.be/AB98rqtSOks[/youtube]

Presto pubblicherò le date e i luoghi degli incontri di presentazione da qui a dicembre: Palermo, Milano, Roma, Genova, Bari, Bologna… e tante altre a seguire. Tenetevi aggiornati da qui o dalle pagine FB segnalate alla destra del blog.

Vi ringrazio fin da ora per l’entusiasmo e il calore che manifestate per l’uscita di questa storia, che sono sicuro troverà spazio nel vostro cuore e nella vostra carne, come è accaduto a me.

Qui sono in uno dei luoghi chiave dell’intero romanzo: lo Spasimo. E mia sorella mi ha colto in una tipica espressione di stupore._W3B1355

42 responses to “Ciò che inferno non è – In libreria da martedì 28 ottobre”

  1. Martina ha detto:

    La sola presentazione mi ha già affascinata! Non vedo davvero l’ora di entrare nella storia di Federico e scoprire cosa succederà e cosa sceglierà!
    Professore, lei è sempre il migliore 🙂 🙂

    Le farò sapere il mio commento riguardo al nuovo romanzo non appena avrò finito di leggerlo, anche se so già che mi stupirà esattamente come gli altri due.

    Buona serata,
    da una ragusana 😉

  2. Valentina ha detto:

    Non vedo l’ora di poter leggere di Federico.

  3. Eleonora ha detto:

    Ciao Alessandro,
    vieni pure a Firenze vero? Mi piacerebbe un sacco assistere a una tua presentazione
    e conoscerti finalmente di persona.
    In bocca al lupo,
    Eleonora

  4. antonio ha detto:

    Un grosso in bocca al lupo Alessandro !!!
    Sono davvero emozionato e sto vivendo “l’attesa” un po’ come i ragazzi che ti seguono!
    Un po’ mi vergogno, ma poi ci rifletto e mi dico: che male c’è ?!
    😉
    whue’ chi sa come sei emozionato anche tu… !!

  5. Stefania ha detto:

    Il primo libro mi ha cambiato la vita, il secondo mi ha salvata, il terzo sarà senz’altro un’altra scoperta, perché ha toccato, sicuramente in modo meraviglioso, una tematica che mi sta molto a cuore. Aspetto solo di leggere la storia di Federico, di vivere tra quelle pagine altri momenti che resteranno, ne sono certa, impressi nella memoria. Grazie per tutte le emozioni che mi regala con le sue magiche parole e i suoi magici insegnamenti.

    Ci vediamo a Bari

  6. Andreea ha detto:

    Salve… complimenti davvero. Adoro i suoi libri! Le auguro il meglio

  7. Andreea ha detto:

    Complimenti per tutto! Non vedo l’ora di leggere il suo terzo libro… io invece scrivo poesie. Spero che le leggerà.. Il mio libro uscirà verso Marzo, Maggio… In bocca al lupo, scrittore

  8. Mari ha detto:

    Non vedo l’ora di leggerlo..già questo articolo mi ha molto emozionato..qualsiasi cosa aggiungessi non sarebbe abbastanza!Grazie per quello che fai e soprattutto grazie perché lo fai senza saperlo.

  9. Lucia ha detto:

    Grazie di cuore. Vedere il mio nome mi ha provocato un sussulto, come se questo libro fosse proprio per me, ancora più mio. Grazie!
    Inoltre Federico è il nome della persona che più di tutte ho amato nella vita.
    Grazie, grazie e grazie. Non vedo l’ora di leggerlo.

  10. Maria Teresa Petrone ha detto:

    Io insegno lettere. Insieme alla collega di religione, con i ragazzi di terza media, da anni utilizziamo il film ALLA LUCE DEL SOLE per parlare di legalità e presentare ai ragazzi la figura di PPP. Ora con il tuo libro avremo di certo un validissimo strumento in più perchè questo tema che, agli occhi dei ragazzi, sembra sempre così astratto e lontano, possa stimolare in loro riflessioni autentiche e un reale cambiamento. Sono già sicura che mi piacerà moltissimo. Grazie per questo dono!

  11. Adua ha detto:

    Caro Alessandro,

    Tra un giorno uscirà il nuovo libro. Ancora tanta emozione da leggere e tanta curiosità. La copertina è già una speranza, cielo azzurro, mare azzurro, uno sguardo all’orizzonte, una palla per giocare sempre, una bambola che sa di ricordo e un sogno che non si spegnerà mai.

    Ancora tanti tanti auguri, Pistoia e Firenze ti aspettano se verrai anche qui a presentarlo.

    Un caro saluto,
    Adua

  12. Antonella Magnani ha detto:

    Carissimo Alessandro,
    attendo con la gioia dell’attesa il tuo nuovo romanzo,e faccio il conto alla rovescia, la felicità ,a volte,è a portata di mano.
    Infinitamente grazie per la luce che arriva.
    Antonella

  13. Giada ha detto:

    I suoi primi due libri mi hanno aiutata tanto nel superare dei momenti molto particolari della mia vita, e non saprò mai come ringraziarLa.

    Sono una ragazza del liceo classico di Foggia, in Puglia, e qualche tempo fa ho parlato con un paio di professoresse e alcuni miei compagni riguardo l’invitarLa nella nostra scuola. Organizziamo degli incontri extravaganti con scrittori, musicisti e attori.
    Sarebbe davvero interessante averLa come ospite.
    In ogni caso, spero di riuscire ad incontrarLa a Bari.

    Grazie di tutto, davvero.
    Non vedo l’ora di leggere il suo nuovo libro.

  14. Dany ha detto:

    Salve Prof.,
    una splendida notizia: la mia vita “letteraria” si era fermata a “Cose che nessuno sa”!
    E quindi… quando sarà a Roma?
    Cari saluti,

  15. Elí ha detto:

    Sono riuscita a vedere in voi ció che cercavo, ho passato pomeriggi ad ascoltare i vostri discorsi e a perdermi tra le righe dei vostri romanzi. Sono riuscita a capire che l’adolescenza non è una malattia,sono gli adulti che la reputano tale, e grazie a voi sono riuscita a sollevare il dolore di una depressione per un’amore finito. Ho finito la scuola da poco e nel corso del quinquienno ho trovato lo sguardo di un insegnante che giorno dopo giorno ha fatto nascere in me una passione,un po’ come a voi quel l’insegnante di lettere che vi aveva dato il compito di leggere un libro in tre settimane, quindi io ho percepito negli occhi di quel insegnante che la mia passione è bella e che può essere realizzata, ma tutto questo anche grazie a voi.
    Spero un giorno di realizzare il sogno di incontrarvi, avete tutta la mia stima, complimwnti, in bocca al lupo per oggi e da pggi .

  16. Pierangela ha detto:

    Ho assaporato i primi due con gioia e sono certa che anche questo mi arricchirà l’anima.
    Ora però voglio fare i complimenti per la video-presentazione – indiscutibile il tuo talento, non solo con la parola scritta: sei un vero affabulatore! – ma in questo caso devo fare i complimenti a colei che da dietro la lente ha dato colore e movimento alle parole. Brava Marta – ti seguo anche sul tuo sito e il tuo stile mi piace molto! Un abbraccio a entrambi xxx

  17. mario franchina ha detto:

    Ti ringrazio per il gentile omaggio, che mi ha commosso nel profondo.
    I tuoi due precedenti romanzi erano belli. Questo no: è bellissimo!
    Il Bildungsroman, che è alla base della tua ricerca creativa, da tensione sentimentale vi si fa epica civile. Mi pare che tu raccolga la grande eredità di Vincenzo Consolo, il Consolo soprattutto de ” Lo spasimo di Palermo”.
    E così al ricordo di Falcone e di Borsellino associamo la memoria di padre Puglisi. E questo maledetto inferno lo sconfiggeremo.
    Il tuo vecchio professore del liceo V.E II di Palermo,
    Mario Franchina

  18. Mara Rutinelli ha detto:

    Non è un romanzo storico e neppure un romanzo biografico.
    Forse una storia romanzata in su una biografia storica?
    Solo una curiosa.

  19. Antonella Magnani ha detto:

    pag.52-53
    ho una maledetta paura di finirlo questo libro.
    E per poco il cor non si spaura.
    Antonella Magnani

  20. Antonella Magnani ha detto:

    A me,innamorata delle parole,questo libro mi ha mangiato.
    Bellissimo.
    Grazie,come sempre.
    Antonella Magnani

  21. Nicoló ha detto:

    Probabilmente non leggerai questo messaggio o, come scrivi in Postilla, lo leggerai ma non avrai tempo e modo di rispondere. Non posso, però, non ringraziarti per queste ore di buona lettura che mi hai regalato: io che, da monrealese, ho sempre davanti quel grande mosaico che è il Duomo – allegoria della nostra vita, che ha senso solo se in relazione alle altre – io che da insegnante provo ad essere rompiscatole e a non considerare i miei alunni come scatole vuote da riempire…io che quel castello in copertina l’ho visto e l’ho amato attraverso gli occhi del mio Amore…ti ringrazio perché proverò ad avere il coraggio di distinguere dalla zizania il grano, ciò che inferno non è…e nell’inferno il paradiso. Grazie!

    • Prof 2.0 ha detto:

      Grazie a te Nicolò, sarò a Monreale a incontrare i ragazzi il 13 dicembre. Magari ci si vede lì. Buon lavoro!

      • Nicola ha detto:

        Fammi sapere in che scuola e a che ora sarà l’incontro e, se posso, verrò! Ma perché non incontrare anche i miei ragazzi dell’Istituto Salesiano “S. M. Mazzarello” di Palermo?! 😉 Ad ogni modo, penso ci vedremo sabato ai Cantieri culturali alla Zisa! Un abbraccio

        • Prof 2.0 ha detto:

          Non ho il tempo di andare dappertutto, caro Nicola. Mi piacerebbe, ma non riesco. Per questo organizziamo incontri in teatri con tanti posti.

  22. assunta ha detto:

    Perdutamente, infinitamente innamorata,  ho nel cuore (e lì per l’infinito) Giacomo…Hermann… George…Nazim…ma tu sei amore puro.

  23. Giada Cristina ha detto:

    Caro Alessandro D’avenia, inutile dire che ho letteralmente mangiato il tuo romanzo, nonostante lo studio che incombe ho rubato delle ore per assaporare “Cio che inferno non è”, per assaporare un pò della tua Palermo. Nonostante stia a quasi 40 km da Palermo, non conoscevo lo “Spasimo” e le mille bellezze che descrivi nel libro. Da circa tre anni, a causa dell’Università, ho cominciato a gironzolare per le strade palermitane e non me ne sono mai pentita! Ha una bellezza unica questa città. Una rara bellezza che profuma di tante città: un giorno passeggiando, come mio solito (La lezione in facoltà era terminata prima oppure non c’era proprio stata!)Palermo mi si è rivelata: Porta Nuova da cui parte il “Cassaro” somiglia a una delle costruzioni che ero solita vedere a Praga, Piazza Pretoria con le sue statue di magnificenza,mi ricordava la Magnificentiae Roma ( Non so perchè, forse è solo suggestione!). Ogni parte di Palermo era simile a un’altra città del Globo. Nel tuo libro ho trovato un’altra Palermo: una citta di luce e d’ombra, di gentilezza e crudeltà. Una Città trasfigurata nel sorriso di Colui che abbracciò la morte, la accettò come amica e non vi si oppose: il Beato Pino Puglisi. “Ciò che inferno non è” è un canto, una vocazione di fede per una Città, un’Identità radicata nel cuore come uno sguardo che tutto brucia. Il tuo libro è vocazione di fede. E’ continua ricerca di Dio e del suo sguardo di “ritorno”. (Ho apprezzato i tuoi passaggi circa lo sguardo che genera e “Salva” dalla trascuratezza e dalla sporcizia dell’ignoranza e dell’ignavia. Sono una studentessa in Psicologia, e so quanto è importante quello sguardo di cui parli. Ti consiglio Winnicot, un autore che tanto ha parlato di questo “Sguardo”). In definitiva grazie, Grazie perchè grazie a questo libro ho conosciuto lo “Spasimo” ed ho compreso il mio “Spasimo”! Continua così! 🙂

  24. assunta ha detto:

    Ho appena finito…mi sono immersa nel tuo romanzo e come davanti ad uno stereogramma,pur bellissimo nell’immagine d’impatto, ho colto la profondità e ho goduro dell’insieme che mi si è rivelato. La poesia pura che sgorga dal tuo narrare è nettare per la mia anima, i tuoi messaggi giungono sempre al momento opportuno. C’è una poesia di Frost che mi ha sempre affascinata e tormentata; “Cose che nessuno sa” mi ha aiutata a prendere la strada del Perdono, e”Ciò che inferno non è” mi dà la certezza che è la strada giusta, grazie…
    Al di là del mio visduto personale, spero con tutta me stessa che la BELLEZZA, l’ARMONIA,l’AMORE, il CORAGGIO che tu trasmetti possano raggiungere il “cuore del cuore” di tutti, soprattutto dei nostri ragazzi.
    Che il “fuoco” in te sia sempre vivo e crepitante!

  25. martina ha detto:

    ciao, non ho ancora letto il tuo nuovo libro, ma una cosa ci accomuna,Padre Puglisi, anche io ho avuto la fortuna e l’onore di essere stata sua alunna, e ricordo bene quel sorriso di cui tutti parlano, e che mai nessuna parola potrà mai descriverne la dolcezza e la serenità che trasmetteva. In me ha lasciato la voglia e la necessità di aiutare gli altri, prima con il volontariato, con lui a Brancaccio, poi nei miei studi, diventando psicologa, in te, credo questa grandissima dote di saper comunicare.

  26. Mario Tamburino ha detto:

    Caro Prof,
    ero ai Cantieri Culturali della Zisa in occasione della presentazione di Ciò che inferno non è. (sono il papà della ragazzina e il marito della signora che l’hanno disturbarta a messa il giorno dopo) ho scritto un pezzo sull’evento per Sicily Present un giornale online di Palermo.

    http://www.sicilypresent.it/libri/1302-cio-che-inferno-non-e-alessandro-d-avenia-racconta-la-speranza-di-3p.html

  27. catia ha detto:

    Gentile Alessandro, ho finito proprio ieri il tuo nuovo libro…e volevo ringraziarti. Non so se leggerai mai questo mio commento ma poco importa…è come quando si confida qualcosa a Dio, alle volte lo si fa più per un bisogno personale che per essere veramente ascoltati. Grazie perché nel leggerlo ho sentito il mio cuore un po più come Federico piuttosto che come Lucia…un po più a Palermo (io che la Sicilia non l’ho vista mai) che a Brancaccio… grazie perché ho conosciuto don Pino, io che vado sempre in Chiesa e di lui non sapevo nulla…grazie per avermi mostrato di lui la cosa più bella e forse più importante…il suo sorriso. Il sorriso che a volte noi diamo per scontato e che invece può illuminare la vita buoia delle persone che ci stanno accanto, il sorriso che ci svela quanto bello e affascinante è il volto di Dio, il sorriso che può cambiare il cuore delle persone. Questo del tuo libro ho trovato bellissimo…e te ne ringrazio…

  28. Paola ha detto:

    Ho appena finito di leggere “Cio’ che inferno non e'”
    Bravo all’autore capace di interessare nonostante una storia dai contenuti barbari e orripilanti.
    Speravo che Federico andasse davvero ad Oxford, magari con Lucia.
    Places are made of people, per quanto meravigliosi possano essere certi posti sulla terra se non si mantiene la nobilta’ della civilta’ negli anni e nei secoli tutto quello che le genti hanno prodotto nei secoli passati non conta nulla.
    Non mi ci confondero’ mai con quei posti impazziti dove non c’e’ piu’ spazio neanche per la nostalgia.
    Places are made of people…

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