8 settembre 2026

La Ricreazione: la nuova rubrica sul Corriere.

Chiamatelo pure intervallo. Ma se le parole sono i confini del mondo, l’orizzonte vi si restringerà.

Intervallo, nella lingua di costruttori che è il latino, era lo spazio tra (inter-) i pali (-vallum) di una staccionata: un recinto da non valicare. Io uso «ricreazione» per la sua sconfinata audacia: il mondo fatto da capo. Ri-creato.

Una bambina mi ha detto che la ricreazione è la sua materia preferita. Divina rivoluzionaria, come darti torto? Dio infatti «creò» cielo e terra. E noi? Il cellulare e la guerra. Non è poco? Nel mio dialetto «arricriarsi» significa gioire, e infatti bramavamo la ricreazione come i rematori stanchi il porto.

Fuori dai banchi corpo e anima tornavano a unirsi: un pezzo di pizza e una cotta, una risata e una lotta, una paura e un sogno, un ripasso e un bisogno…

La vita tutta in quindici minuti di intensissimo qui e ora.

Per questo, dopo anni di «Ultimo banco», ho voluto chiamare «La Ricreazione» questa nuova rubrica del lunedì, il giorno in cui ricrearsi è un dovere: assumere il quotidiano non come un sonnifero, ma come un risveglio. Viviamo nel migliore dei mondi «impossibili», ma lo dimentichiamo. Magari questa campanella ci darà la «stupefacenza» perduta, impedendo a noia, paura e cinismo di diventare un’abitudine.

Ce ne staremo in quest’angolo di pagina e di tempo, perché un fatto, un volto, una parola, o anche solo una mela (come mostra Cézanne) possono bastare a ritrovare la gioia di vivere.

Come a ricreazione.

 

Corriere della Sera, 7 settembre 2026 – Link all’articolo e ai precedenti

4 risposte a “La Ricreazione: la nuova rubrica sul Corriere.”

  1. MASSIMILIANO ha detto:

    Ed io sarò qui ad arricriarmi delle tue parole, dopo aver ascoltato, predicato e, spero, vissuto la Parola della Domenica,. Parola di risurrezione, parola di Ri-creazione.

    Buon anno

    d. Massimiliano

    • Karin ha detto:

      Carissimo, anche mia figlia di quasi dieci anni , mi dice che la sua materia preferita è la ricreazione (così la chiamano qui in Trentino, mentre i miei ricordi mi portano a tutt’altra parola, a “pausa”, che aveva anch’essa il suo perché, una pausa lieta dai maestri, dai compiti, dal lavoro guidato dall’adulto per dedicarci con gioia all’elastico, al gioco dei quattro cantoni, a 1.2.3 stella…) L’ ho sempre guardata un po’ di sbieco, delusa forse che non mi dicesse senza esitazione “italiano” o “storia “…. Ma adesso questa tua lettura mi dà sollievo e una certa fiducia.

      • Prof 2.0 ha detto:

        Bellissima la tua figlia. Bella anche la “pausa” che in musica è necessaria a far brillare le note. C’è qualcosa di profondamente felice in questa sospensione dell’utile per aprirsi al gioco. Grazie, Massimiliano!

  2. Federica ha detto:

    Buon pomeriggio, sono Federica Salvan, insegnte di Comunicazione, Scienze umane, laureata in Filosofia che prosegue in essa, gli studi; ho scritto assiduamente, con brevi testi, non così alti nello stile, ma pieni di partecipazione.

    Passando alla ricreazione; invero, pure io prediligo tale parola a scuola, Professionale-Tecnico di Rovigo, in cui insegno.

    La parola vive, è vivente e questa contiene il desiderio di creare ancora con un dinamismo vivace come la natura cangiante che, ora si tinge dei colori dell’Autunno.
    In dialogo, Federica

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