Il cammino verso la felicità – La Divina Commedia raccontata a mio figlio
Ho portato questo progetto in Mondadori e sono felice di farvelo conoscere.
Il viaggio integrale di Dante raccontato da un professore universitario di filologia e paleografia, Paolo Pellegrini (sua una bella biografia dantesca uscita per Einaudi nel 2021), come faceva con i figli piccoli per far capire loro il suo strano lavoro, e illustrato dal bravissimo Fabiano Fiorin. Una Commedia che, in base a livello e sensibilità, si può dar da leggere o leggere insieme a figli e alunni dai 6 ai 13 anni, per cominciare a gustare la più bella storia mai scritta, che comincia proprio quando il suo autore, a 9 anni, vide per la prima volta Beatrice. I bambini hanno diritto a storie di qualità, perché le storie sono strumenti di conoscenza di sé e del mondo, necessari a sviluppare un’intelligenza capace di giudicare la verità di ciò che incontrano: dove c’è realtà e dove illusione, perché chi “intellige” (legge dentro) diventa libero. Rinunciare a questo significa lasciare i bambini in balia del più forte: pensieri non pensati, sentimenti non sentiti.
Questa Commedia vuole essere ciò che Dante voleva fosse la sua opera per tutti i suoi lettori. Accompagniamo figli e allievi in questa avventura, e faremo loro il dono più grande. E lo faremo anche a noi stessi, perché non c’è niente di meglio che regalare a qualcuno a cui vogliamo bene un pezzetto di eternità e un viaggio memorabile, in cui il fine e la fine coincidono nel trovare l’Amore che tutto muove e abbraccia, dalle stelle a ogni singola vita.
Riporto la lettera dedicata ai bambini che apre l’opera:
Cari bambini,
come in ogni storia che si rispetti, tutto comincia da “c’era una volta”: c’era una volta un uomo di nome Dante. In realtà questo era il nome con cui lo chiamavano amici e familiari, il suo vero nome era Durante, che significa “forte, coraggioso, capace di resistere alle situazioni difficili, dolorose, paurose”. E vi assicuro che ne visse molte, come quando venne ingiustamente cacciato dalla sua città, dove c’erano sua moglie e i suoi figli, senza potervi più tornare. Ecco, quest’uomo un giorno si sentiva così infelice che, camminando senza meta, si perse in un bosco oscuro e rischiò di essere divorato da tre bestie feroci: un leone, una lince e una lupa! Riuscì a scappare, e per fortuna un amico di nome Virgilio andò a salvarlo, perché la migliore amica di Dante, Beatrice, un nome che significa “colei che dà la felicità”, era in pensiero per lui e temeva che potesse morire; così aveva chiesto a Virgilio di soccorrerlo. A dire il vero Dante era innamorato di lei da che l’aveva vista per la prima volta, quando entrambi avevano solo nove anni, per le vie della sua bellissima città, Firenze, che vi consiglio di visitare. Però poi si erano persi di vista, e Dante l’aveva ritrovata anni dopo, ma non aveva avuto il coraggio di avvicinarla. Poi purtroppo lei era morta, giovanissima, e niente poteva consolare Dante, che avrebbe fatto di tutto pur di rivederla, anche andare nell’aldilà, cioè dove vanno le persone dopo la morte. E poiché Virgilio sapeva dov’era questo posto, si era offerto di accompagnare Dante da Beatrice, visto che sulla terra era ormai impossibile incontrarla. Come stava Beatrice? Che fine fanno le persone a cui vogliamo bene dopo che muoiono? Dante voleva saperlo, e così si decise a visitare l’aldilà, che si divide in tre luoghi, che sono poi tre modi di vivere: inferno, purgatorio, paradiso. Nell’inferno ci sono quelli che sono soli e disperati, nel purgatorio quelli che sono tristi ma non disperati, e in paradiso quelli che sono felici e fanno festa. Grazie a questo viaggio Dante scoprirà qual è il segreto per essere felici. E quel segreto glielo rivelerà proprio Beatrice quando i due si ritroveranno. È il motivo per cui questa bellissima storia si chiama Divina Commedia: “commedia” perché è una storia che inizia male e finisce bene, passa dall’oscurità alla luce, come quando qualcuno accende per voi una lampadina se avete paura del buio, dalla tristezza alla gioia, come quando qualcuno vi dà un abbraccio, un bacio o una carezza dopo una caduta o per consolarvi di un dispiacere. E questa commedia è “divina”, perché è un viaggio che porta a scoprire chi è Dio, come è fatto, che cosa fa, dove abita… Ma adesso mettiamoci in viaggio con Dante, perché ha molte cose da mostrarci e la strada è lunga. Dovrete essere coraggiosi come lui, e quando il coraggio vi mancherà, fatevi accompagnare, come ha fatto Dante, da chi vi vuole più bene. Andiamo!
