50 motivi per amare Leopardi (II parte) e un video della prima teatrale

davenia_15112016_57In “L’arte di essere fragili” (Mondadori) Alessandro D’Avenia racconta del suo incontro con Giacomo Leopardi e della scoperta di un ragazzo e poi di un uomo completamente diverso dallo sfortunato pessimista descritto dai libri di scuola. Ora che quel libro diventa un “racconto teatrale” (il debutto il 15 novembre al Carcano di Milano), abbiamo chiesto allo scrittore una lista di 50 motivi per farsi trasportare nella conoscenza del poeta recanatese. Ecco la prima parte del suo elenco.

Repubblica, 20 novembre, 2016 – Link

Il link al video della prima al teatro Carcano di Milano

Cinquanta motivi per amare Leopardi (seconda parte) e non ditemi che sono troppi perché ne ho almeno altri 50.

  1. Perché era soltanto un ragazzo di un paesello della periferia dello Stato Pontificio ad inizio del XIX secolo.
  2. Perché ha spiegato come nascono le sue poesie e quanto tempo gli ci voleva prima di ritenerle perfette, tanto che è una gioia per gli occhi guardare il suo autografo dell’Infinito ora terremotato.
  3. Perché era a volte intrattabile a volte dolcissimo.
  4. Perché odiava le letture di poesia ad alta voce.
  5. Perché aveva una grafia spaziata e slanciata.
  6. Perché doveva procurarsi lavori che non amava per campare.
  7. Perché ha riempito le sue poesie di punti interrogativi come nessuno aveva fatto fino a quel momento.
  8. Perché sapeva che i libri accelerano l’anima ma non la sostituiscono.
  9. Perché la sua speranza è lunare: non ci nasconde il notturno della vita, ma vi cerca sempre la luce a cui aggrapparsi.
  10. Perché lottò tutta la vita contro la seduzione del nulla.
  11. Perché non sopportava gli ignari assertori di ideologie vincenti e dominanti.
  12. Perché gli intellettuali del suo tempo lo soprannominavano “ranocchio” come bulletti di scuola media.
  13. Perché consigliava i biglietti della lotteria dicendo che la sua gobba portava fortuna.
  14. Perché ha guardato le stelle come se ogni notte fosse quella di san Lorenzo.
  15. Perché ha insegnato che non esistono cose poetiche e cose impoetiche, ma che la poesia è in un canto di pastore che dialoga con il suo gregge, che un passero solitario o una semplice ginestra contengono tutta la dolorosa poesia del mondo.
  16. Perché fece riparare molte volte il suo vestito blu, per essere più bello quando si innamorò di una donna.
  17. Perché nessuno come lui ha preso sul serio il dolore.
  18. Perché nessuno come lui ha preso sul serio la felicità.
  19. Perché in uno degli ultimi pensieri dello Zibaldone ha scritto delle sue poesie: “Uno dè maggiori frutti che io mi propongo e spero dà miei versi, è il piacere che si prova in gustare e apprezzare i propri lavori, e contemplare da se compiacendosene, le bellezze e i pregi di un figliuolo proprio, non con altra soddisfazione, che di aver fatta una cosa bella al mondo; sia essa o non sia conosciuta per tale da altrui”
  20. Perché ci ricorda che sempre fiorire si può e si deve, anche in mezzo al deserto, perché se le cose fragili come un fiore di ginestra lo sanno fare, anche noi siamo chiamati a fare altrettanto.
  21. Perché amava perdersi per le vie di Napoli e ascoltare le storie della gente comune.
  22. Perché è stato un critico letterario senza altra ideologia che la parola.
  23. Perché sapeva che la parola è la più avveniristica invenzione dell’uomo, soprattutto quando la si trasforma in canto.
  24. Perché ha resistito per decenni alla calunnia di pessimismo ricordandoci che “il cuore sente sempre una gran mancanza, un non so che di meno di quello che sperava, un desiderio di qualche cosa, anzi di molto di più“.
  25. Perché in una sua lettera riduce tutto all’osso: “Io non ho bisogno di stima, né di gloria, né d’altre cose simili. Ma ho bisogno d’amore“.

Prima parte e video delle prove – Link

22 novembre 2016 | 7

7 risposte a “50 motivi per amare Leopardi (II parte) e un video della prima teatrale”

  1. Claudia Spurio ha detto:

    Carissimo prof…questa sera inizio la lettura del suo libro:”l’arte di essere fragili”. L’ho comperato per me…fragilissima. E poi per i tanti meravigliosi ragazzi che incontro in parrocchia. Non sono un’insegnante ma un’animatrice-educatrice-catechista…un esemplare raro tuttavia…perché farò? Ora le spiego…sto con i ragazzi in parrocchia, li incontro settimanalmente, organizzo per loro gite, cene…e tempi di condivisione davanti alla cioccolata calda. Parlo molto con loro…moltissimo…e loro mi parlano molto. Mi raccontano…Sono fortunata. Insieme organizziamo attività per i bimbi, feste…etc…parlo loro di Gesù e del Vangelo. Li riprendo sui valori…sulla fraternità…sull’amore al prossimo. Ma poi..li consegno alla loro libertà. So infatti che dentro i percorsi di vita più normali e anche dentro i fragili accessi della loro età incontreranno Dio. Come è accaduto per me. Il mondo non ha bisogno di “cristiani da serra” ma di uomini e donne che hanno vissuto la fede dentro la realtà spigolosa e ferente. Li nel reale ciascuno assume la piccola parte di forte-debolezza che lo renderà speciale. E poi…poi…nella Chiesa darà il meglio. Dopo essersi reso sufficentemente fragile e ferito…così io li attendo. Li attendo prima, nel mentre delle loro battaglie (spesso spariscono per anni) e dopo. Sorella maggiore che esorta chiaramente ma senza meccanismi obbliganti. E loro mi raccontano i destini tortuosi e le avventure. E lei sa professore quanto sono belli poi…questi piccoli guerrieri! Li amo molto…i “miei” giovani. Buon lavoro…e grazie! Le farò sapere alla fine che ne penso. Claudia

  2. Paola Semeraro ha detto:

    Roma, 2 dicembre 2016
    Incontro Alessandro D’Avenia, non è vero, non lo incontro, lo vado a cercare.
    Pochi minuti per un pó di libri da autografare che bastano per catturare il suo sguardo bello, sereno, e intelligente che è trasparenza di Dio.
    Grazie 🙃😍

  3. Lavinia ha detto:

    Sono una prof di 59 anni….con lo stesso slancio per la mia professione di insegnante di quando avevo 22 anni. Amo il mio mestiere , mi ritengo una artigiana, sempre in fieri , senza certezza assoluta , senza verità assolute….ma con una profonda voglia di un aggiornamento continuo. Riguardo Leopardi….devo confessare che lo amo profondamente…..la mia insegnante delle superiori, una docente speciale, nel lontano 1975, aveva presentato alla classe come un uomo che aveva filtrato il suo pessimismo in un innovativo alla vita. Questo è il quadro che io conservo di Leopardi

  4. silvia ha detto:

    Siamo coetanei, siamo entrambi insegnanti ( io alla secondaria di primo grado) ed entrambi cerchiamo con passione di ribaltare i luoghi comuni sul nostro amatissimo poeta. In queste settimane sto affrontando con i ragazzi proprio questo e resto piacevolmente incantata quando qualcuno di loro riporta commenti inaspettati…ogni tanto sono battute simpatiche ( anch’io faccio spesso il gioco del ” facciamo finta che entri adesso dalla porta “e , alla mia domanda” che cosa farebbe Leopardi se entrasse adesso in classe?”, un ragazzo ha giustamente ribattuto ” sicuramente darebbe un colpo di tosse!”), ogni tanto sono osservazioni davvero profonde. Analizzando i versi dell’Infinito, ecco che qualcuno salta su dicendo”ma usa il verbo MIRARE proprio lui che aveva la vista così debole e insiste su quel verbo sapendo che il vedere é per lui un’azione anche dolorosa…ma per fortuna la mente lo aiuta”… Oppure, rispetto alle pause e agli enjambement, “sembra quasi che abbia bisogno di inserire le pause perché é preso dall’affanno, dalla necessità di respirare….un po’ a causa dei suoi problemi di salute, un po’ per l’incredibile lavoro della sua mente”.
    Bene, penso di aver fatto un buon lavoro con questi acerbi tredicenni!

  5. Maria Lucia ha detto:

    Ho avuto la fortuna di conoscere i suoi libri attraverso i miei studenti e ora in classe stiamo leggendo “L’ arte di essere fragili’. La mia fragile vita è stata salvata da una professoressa delle Superiori: ha saputo trasformare le mie fragilità in opportunità. Non può immaginare quanta commozione provo quando lo leggiamo.
    So che gira molte scuole e così vorrei invitarla anche nella mia. Potrebbe suggerirci in che modo è possibile contattarla? Grazie

    • Prof 2.0 ha detto:

      Cara Maria Lucia, grazie per le tue parole. Proprio in questo sito, alla sezione eventi e contatti, trovi il modulo per la richiesta incontro. Un abbraccio e auguri di buon Natale

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