28 maggio 2011

Identità e amore ai tempi di FB

[vimeo]http://vimeo.com/22993622[/vimeo]

36 responses to “Identità e amore ai tempi di FB”

  1. angela ha detto:

    quanto è grande quello che dici!!! io sono una maestra “trasgressiva” perchè amo perdutamente il mio lavoro.. ma sono anche la mamma di due figli di cui un adolescente. Sono frasi che una madre forse non vorrebbe mai sentirsi dire:” I figli non sono nostri” ed hanno il diritto alla loro libertà di essere. ma i figli li vivi nella tua carne, quando nascono sono 3 kg di te, del tuo sangue, della tua carne, poi ad un certo punto ti accorgi che si “scollano” da te, diventano ALTRO. Ed è proprio lì che la madre dà la vita, come dici tu, una seconda volta.Sono diventata una tua “fans” da quando ho letto il tuo libro ed ho pianto..(io sono una onnivora, ma non resisto di fronte ai nuovi scrittori italiani e di fronte ai libri Mondadori) pensa che nessuno sapeva chi eri e la mia libraia mi diceva “chi? D’Avenìa o D’Avénia?” Ora spero che tutti i ragazzi ma che soprattutto tutti i genitori leggano il tuo libro per la grande “pulizia” con cui parli dei sentimenti dei nostri figli. A scuola l’ho fatto: durante un interclasse ho proposto a genitori-disperati di leggere il tuo libro.. qualcuno l’ha fatto e forse un pò è cambiato. Aspetto con ansia che tu scriva ancora. Alessandro, quando verrai in Abruzzo? Con stima e con sincero affetto. Angela

  2. Luigi ha detto:

    sei riuscito a non farmi studiare per un’ora e mezza!
    neanche marta ci sarebbe riucita in questo periodo!!
    CIAO ED UN ABBRACCIO
    AUGURI PER IL TUO COMPLEANNO.
    LUIGI

  3. chiara ha detto:

    Che bello questo incontro! Quanti spunti di lavoro interessanti per noi genitori! E’ proprio vero che è questione dello sguardo che abbiamo verso i nostri figli!
    E quando per stanchezza o pigrizia ci tiriamo indietro rispetto a questo è subito evidente nel loro modi di stare con noi e con gli altri! Grazie anche per il riferimento alla gratuità, tanto fuori moda quanto necessaria!
    Buon lavoro!
    Chiara

  4. valentina ha detto:

    Bellissimo intervento!Grazie Alessandro!

    Tantissimi gli spunti… io insegno religione alle scuole medie e li sento così “veri”… Grazie di vero cuore!!!

    Ad un certo punto parli del padre o della madre. Sai, ho subito pensato a un testo di Bert Hellinger (lui fa lavoro sistemico sui legami nella famiglia) per me molto prezioso.

    Hellinger lo chiama “Preghiera di ringraziamento all’Alba della Vita”:

    “Cara mamma,
    prendo da te tutto quello che viene,
    ogni cosa, con tutte le sue conseguenze.
    Lo accetto al prezzo che ti è costato e che mi costa.
    Ne farò qualcosa di bello in tua memoria per ringraziarti e onorarti.
    Ciò che hai fatto non deve essere vano.
    Lo tengo stretto e nel mio cuore e, se mi sarà concesso, lo donerà a mia volta come hai fatto tu.
    Prendo te per madre e tu puoi avermi per figlio.
    Tu sei la mia unica madre e io sono tuo figlio.
    Tu sei grande, io piccolo.
    Tu dai, io prendo, cara mamma.
    Sono felice che mio padre sia tuo marito.
    Voi siete per me i giusti genitori”.
    E poi riprende lo stesso testo rivolto al padre.

    Sempre più credo che lo sguardo dei nostri genitori da piccoli, l’aprirsi alla madre e all’esperienza di essere accettati da lei siano i momenti più intensi e incisivi che si possano vivere…

    Scusa prof, sono un pò stanca e il mio italiano è pessimo.
    Dio ti benedica sempre!
    valentina

  5. Stefania ha detto:

    Grazie! Grazie per il tuo libro (l’ho comprato il mese scorso per mia figlia ma non ho resistito a leggerlo prima di lei) e grazie per le tue parole! Ascoltare questo tuo intervento mi ha davvero rinfrancato il cuore…e ne avevo proprio bisogno… dopo le mie ultime ultime letture (non mi riferisco al tuo libro, che è stato splendido, ma ad un altro che ho letto negli ultimi giorni e che mi ha quasi distrutto professionalmemnte…a volte anche i libri fanno male!) Sono felice per i tuoi alunni perchè hanno davvero ricevuto un grande dono! Continua così e… non togliere mai il disturbo!!! Stefania

  6. Laura ha detto:

    E dopo questo stupendo video…verrò a Milano al tuo incontro pubblico a Maggio…bellissimo il parallelismo che usi tra l’adolescente ed il bambino. E la domanda topica ” Qual’è la tua passione dominante?” Beh, per chi insegna è insegnare. Per i ragazzi a volte è paura di rispondere e pigrizia nel farlo. In questo caos sono sempre più convinta che ci sia bisogno sempre più di passioni dominanti.Bravissimo. Grazie.

  7. Ariel ha detto:

    Ho iniziato ieri a guardare questo video, e oggi conto di finirlo! Starei lì ore ed ore ad ascoltarti 🙂 Sei un grande, Alessandro!

    Non sapendo poi come farti gli auguri, l’idea migliore che mi è venuta è proprio quella di commentare! Quindi tanti auguri ad un Palermitano.. da una Palermitana 🙂

    Ho proprio voglia di leggere un altro tuo libro 😉

  8. Annalisa ha detto:

    Grazie! Guardando questo tuo incontro, leggendo il tuo libro, i motivi per cui vorrei insegnare mi sono un po’ più chiari.. mi ha colpito soprattutto la prima lettera che hai letto (scusa il gioco di parole) all’incontro, e il tuo commento al bisogno di risposte di quel ragazzo.. spesso sono proprio le persone “sconosciute” quelle che ci aiutano di più! Quindi grazie di nuovo, per l’esempio che sei per me da quando ho scoperto il tuo libro, un giorno per caso mentre tornavo a casa dall’università!

  9. Roberta ha detto:

    Grazie.

  10. Marta ha detto:

    Grazie.
    Grazie perchè tutte le volte che ti ascolto, sogno. E questo non capita sempre. Non capita quasi mai. Forse perchè non credo tanto in me stessa, non credo in quello che faccio. Dunque, non sogno. Ma vorrei appartenere a qualcosa, vorrei appartenere a questo mondo. Vorrei che il mondo mi guardasse con occhi diversi, pieni di passione. Vorrei pormi delle domande, capire il mondo e capire me. E’ faticoso sì, ma se si trova il giusto compagno di avventura, tutto può essere visto da un’altra prospettiva…

    • Paolo ha detto:

      Quanto hai ragione Marta. Quando incontri la persona giusta con cui Condividere, qualunque cosa avrà un altro sapore e colore e tu ti sentirai invincibile. A quel punto tutto avrà un ordine e soprattutto sentirai che la tuà vita avrà finalmente senso.

  11. Chiara ha detto:

    Le tue parole hanno senso e producono senso.
    Non mi stupisco che risultino tanto sens-azionali, perché hanno la concretezza dell’azione, partono dall’esperienza diretta.

    Un augurio per te: 100 di questi anni a combattere il dilagare della Simmenthal, che, oltre ad essere rassicurante in quanto ha sempre lo stesso sapore (o ne è del tutto priva), è sempre in offerta!

    Buona fortuna da una compagna d’armi.

  12. Lucia ha detto:

    Bellissima idea pubblicare le tue conferenze così che anche chi non vive a Milano, Piacenza, Catania, … può gustarti! Sai dire cose interessanti in maniera interessante, sai comunicare passione, e viene voglia di condividere ciò che si apprende, di mettersi in discussione, di vivere con-passione più consapevole il mestiere di genitori. I miei figli sono ancora bambini delle elementari, 9 e 10 anni, hanno ancora intatto il piacere di raccontarsi appena rientrano da scuola, o da calcio, o danza. Me li godo, e intanto mi equipaggio per i prossimi anni. Un bacione, grazie!

  13. Camilla ha detto:

    Grazie. Ho ascoltato con piacere, in orari da mamma che allatta, questa conferenza. Ho ascoltato, che è un po’ come guardare, pensando al mio sposo, ai miei figli, ai miei ragazzi di scuola, ai miei colleghi. Ho ascoltato lasciando crescere dentro di me, nuovamente, la passione educativa. Grazie!

  14. Jovanka ha detto:

    Hai un dono splendido, la capacita’ di comunicare in modo semplice e di arrivare diritto al cuore delle persone e dei problemi.
    Leggerti è come dissetarsi.
    Grazie di condividere questo dono.

  15. Marianna ha detto:

    caro Alessandro,
    parlo da adolescente, un po’anti-conformista come Leo, e devo dirti che hai azzeccato le parole giuste per descrivere il nostro mondo.
    La mia classe ha letto il tuo libro a scuola ed il tuo libro è stato molto apprezzato. Quello di cui mi sono resa conto però è che i miei coetanei hanno una visione molto omologata della vita. Insomma, quello che Leo voleva veramente era Silvia, non Beatrice, anche se Leo ne parlava sempre. Possibile che sia così difficile andare oltre alle apparenze, per noi giovani?
    Non so se hai capito quello che intendo, comunque grazie per avermi regalato l’opportunità di leggere le tue pagine.
    Marianna

  16. Maria Teresa ha detto:

    Meraviglia!

  17. Silvia! ha detto:

    Felicissima e soddisfatta di aver avuto la grande opportunità di essere presente all’ incontro!
    Mi fa piacere ascoltare di nuovo queste parole: la ripetizione non mi stanca mai se è qualcosa di bello (un incontro, una mostra, un libro, un film..)perchè ogni volta posso scoprire e capire di più e perchè abbiamo bisogno che la bellezza riaccada, i ricordi non ci bastano.
    E’ possibile scaricare o copiare questo video? Ci terrei a farlo vedere ai miei amici, sarebbe così un’opportunità anche per loro.

  18. Maria Teresa ha detto:

    “L’appartenenza
    non é un insieme casuale di persone,
    non é il consenso a un’apparente aggregazione,
    l’appartenenza é avere gli altri dentro di sé.”
    G.Gaber

  19. silvia ha detto:

    Queste sono parole che ogni educatore dovrebbe ascoltare ed interiorizzare quando ha a che fare col mondo dei ragazzi.
    Da 23enne capo scout di ragazzi adolescenti, mi sono ritrovata in tutto e per tutto quello che hai detto, e nella mia esperienza di vita ho potuto ripensare agli sguardi che ho ricevuto dai miei educatori di un tempo e che spero di essere in grado di trasmettere a mia volta a questi ragazzi che guardo e che mi guardano.
    Ed è proprio vero che se non mi fossi sentita voluta, se una persona per me molto importante, non mi avesse fatto capire che la mia vita per lui era un dono, io oggi non sarei quella che sono.
    Mi ha salvato e ha fatto sì che io oggi possa (spero) salvare qualcun’ altro.
    Grazie Alessandro, auguri di cuore, spero di poterti conoscere un giorno!

  20. Lucia ha detto:

    Ho ascoltato il tuo intervento mentre scrivevo la tesina di terza media su Pirandello…un tipo pazzo e geniale allo stesso tempo…pazzo perchè solo un matto può mettere in crisi le tue false certezze, geniale perchè ti mette in crisi in modo spettacolare.
    Tu sei proprio così, solo che tu metti in crisi in modo molto positivo!!!
    Mi hai fatto crollare i miei pilastri di ragazza di terza media!
    Io troppo spesso vivo nell’astrazione, mentre tu sai stare con i piedi per terra sognando!
    Sognare non significa immaginare, ma desiderare qualcosa di reale per te e per gli altri, qualcosa di più che un ALTRO ti dà!!!
    Ritornando al discorso di prima…tu, sì, sei come Pirandello, ma hai una marcia in più: oltre a chiederti “chi sei” ti chiedi anche “a chi appartieni” e sai darti una risposta nella “trasgressione religiosa”!!!
    Io questo grande passo lo devo ancora fare, ma tu mi stai aiutando…GRAZIE!!!
    (poi ti dirò come è andata la tesina!!!)

  21. Lucia ha detto:

    A proposito…io sono di Monte San Savino, un bellissimo paesino in provincia di Arezzo, in Toscana…
    Quando passi di qui fermati!! (è quasi un obbligo!!)
    Ti aspettiamo tutti!!
    E poi ho da far vedere ai miei insegnanti qual è il “prototipo” di professore/sognatore!!
    Invece che una vocazione retribuita – o non – i miei prof si sono fermati ad una professione resa necessaria dalla selezione naturale…qualche alunno ci lascia sempre la pelle!!! 🙂
    Ti aspettiamo con ansia!!!

  22. giuly ha detto:

    Lei ha un dono e lo sfrutta al meglio…ascoltarla rende liberi…grazie

  23. alessandra ha detto:

    Ciao Alessandro,io insegno alla scuola media, a 200 cuccioli d’uomo e di donna alle soglie dell’adolescenza, alle prese con i cambiamenti repentini del corpo e dell’umore, incapaci di vedere se stessi, ancor meno di accorgersi che esistono gli altri, egoisti inconsapevoli, refrattari alle regole, ma in cerca di punti fermi. Quando parli di educare per delega, credo di capire cosa intendi. A volte mi accorgo che a questa età prima che insegnare si è chiamati ad educare, ad accogliere e incoraggiare i tentativi goffi e pieni di paura di questi ragazzini teneri e insopportabili di essere se stessi, di mettersi in gioco solo un po’ per vedere se il loro modo di essere può andar bene. Ragazzini che, da adulti, di questi anni ingrati ricorderanno poi solo le sensazioni provate: l’ansia o la noia, il giudizio insindacabile dei compagni, lo star bene in classe con quella prof….. Chissà se a questa età il ruolo che abbiamo non sia solo quello di esserci, senza sperare di poter arrivare a quei cuori ancora in cantiere, esserci e guardarli uno a uno, senza farli scappare, senza sapere se si sentono raggiunti da quello sguardo, se siamo stati capaci di farli sentire amati, oppure no. Se hai dei consigli mirati, li ascolto volentieri. Grazie di aiutarmi a credere in questa vocazione.
    Ale

  24. mari ha detto:

    “Amare è un verbo, non un sostantivo, non è una cosa stabilita una volta per tutte ma si evolve..”
    semmai sarò mamma, voglio essere una mamma che parla in questo modo al proprio figlio
    grazie per aver scritto questo libro

  25. miriam ha detto:

    Ciao Alessandro,
    come vedo non sono l’unica che ti fa i complimenti per questa bellissima conferenza e non posso che darti pienamente ragione(anche perchè studiando ad un liceo psicopedagogico pure io mi rendo conto di quante teorie pedagogiche oggi sono poco efficaci o del tutto fuori mira).. ma non è questo tanto che mi ha colpito, quanto la tua straordinaria capacità di parlare di Dio senza menzionarlo direttamente. Il tuo essere innamorato del tuo lavoro e dei tuoi ragazzi è una forza che non può che derivare da lì. :)Per questo la parte più bella (e che mi ha sicuramente confermato tutto questo) è stata quando alla fine hai parlato di geremia e del suo difetto di fabbrica che può essere usato anch’esso per la vita! E io credo molto in questa possibilità, per questo mi fa molto piacere poter vedere che ci sono ancora dei professori che guardano il loro lavoro come una vocazione e non come una soddisfazione personale o peggio ancora come un modo per guadagnare dei soldi.
    Ancora complienti e tanti augri;)

    • Prof 2.0 ha detto:

      Cara Miriam, diceva Simone Weil: il segno di un uomo toccato dal fuoco di Dio non è il modo in cui parla di Dio, ma il modo in cui parla della terra. Che ne dici?

  26. miriam ha detto:

    pienamente d’accordo ;)…dopo tutto non sarebbe altro che il modo migliore per poter iniziare a parlare di Dio

  27. Padre Antonio Brambilla cp ha detto:

    Bellissimo sito.
    Ho letto con interesse il suo libro ed ho visto anche il video “Identità e amore ai tempi di FB”. Ritengo che lei stia veramente offrendo una visione della questione educativa che puo’ aiutare molte persone a ritrovare alcuni punti di riferimento e a rimotivare il proprio impegno in questo ambito. Emerge una prospettiva positiva che reintroduce la dimensione della speranza laddove sembrava essersi affievolita. Sono stato davvero contento di quanto ho potuto ricevere dalla sua testimonianza.
    Mi chiedevo, inoltre, se a fronte dei tanti impegni che sicuramente l’anno recentemente assillata e al meritato e necessario riposo che l’aspetta, riuscisse a riservare una serata, nelle prossime tre settimane, per un incontro con genitori, educatori, adolescenti e giovani di un oratorio estivo che si svolge nella zona di Verona.Per la precisione il paese è Cerro Veronese, località turistica discretamente amena situata sulle colline della bassa lessinia.
    Sono perfettamente consapevole del ridottissimo tempo di preavviso e di quello che questo può comportarle, ma si è trattato come di una sorta d’illuminazione fuori programmazione. Ha presente quelle percezioni improvvisa che si tramuta nella certezza che si tratti di un cosa giusta e di un tentativo che va fatto perchè è così e basta. Ecco è proprio andata in questo modo.
    Mi scusi per la lunghezza di questo scritto e per l’inopportuno tempismo.
    Ringraziandola, p.Antonio Brambilla

    (le lascio anche il mio numero di cell. 3493523163)

    • Prof 2.0 ha detto:

      Grazie Antonio, purtroppo non posso. Sono in vacanza nella mia terra e vorrei dedicarmi solo alla mia famiglia e alla scrittura. Buon lavoro!

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