16 dicembre 2017

Che libro ti regalo?

Il bellissimo inserto di Tuttolibri della Stampa del 16 dicembre è tutto dedicato a consigli di libri da regalare e regalarsi. I suggerimenti vengono da diversi scrittori. Ecco la mia parte. Se non vi bastassero in fondo trovate i link ad altri articoli e liste di consigli.

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Cari lettori, nel suo recente “Come diventare vivi”, Giuseppe Montesano invoca un ritorno alla lettura profonda, che non accade quasi mai perché i libri sono diventati sempre funzionali a qualcos’altro anziché consustanziali alla vita. La lettura profonda è simile all’acqua in un pozzo per un assetato, serve alla vita in quanto vita, libera risorse che senza quell’incontro, spesso in aspre profondità interiori, non si sarebbero mai svegliate. Senza alcuna idolatria dei libri, lui che sui libri ci aveva lasciato la salute recuperando però altrettanta e più vita, Leopardi asseriva che i libri non avevano messo in lui qualcosa che già non ci fosse, ma avevano accelerato il processo di maturazione di quelle premesse. La lettura di cui abbiamo bisogno è al servizio della vita e la sua reale maturazione, e non quella funzionale all’accumulo, allo snobismo, al consumo, alla fuga dal reale, al passatempo. Per questo il “vademecum per lettori selvaggi”, come l’autore, professore di liceo, definisce i lettori profondi, è il libro che consiglio di leggere soprattutto ai miei colleghi di scuola, per inaugurare una rinnovata riflessione sulle letture scolastiche: può un assetato odiare l’acqua?

Coerentemente consiglio qualche altro titolo, cercando di toccare generi diversi, che ho letto “selvaggiamente” in questi ultimi tempi.

“Se volete figli intelligenti leggete loro le fiabe”, diceva Einstein, potreste allora allietare il freddo con due bellissimi volumi di Iperborea, che raccolgono le “Fiabe islandesi” e “Fiabe svedesi”, leggetele ad alta voce ai vostri figli, o alle persone che amate, perché solo così si reimpara a leggere, e si scopre che la lettura ad alta voce penetra nell’anima, inoculando la meraviglia in angoli da cui poi non può essere più scalzata.

Le vacanze danno il tempo di indugiare sulla realtà, salvo poi essere travolti dalle vacanze stesse, per questo consiglio il libro del filosofo tedesco di origini coreane Byung-Chul Han, “Il profumo del tempo – l’arte di indugiare sulle cose”, pagine a tratti complesse, ma decisive per ritrovare l’armonia tra vita contemplativa e vita attiva, dato l’affievolirsi della prima a scapito della seconda (che poi però viene frantumata proprio per questo), e non per il solito luogo comune dell’accelerazione della vita, ma per una più radicale destrutturazione del tempo, di cui l’accelerazione è solo una conseguenza. Quando diciamo “non ho tempo” abbiamo bisogno di una cura più profonda di una pausa o di una vacanza…

Se volete dedicarvi a un corposo fumetto (quasi mille pagine di godimento narrativo e iconico) consiglio la raccolta in volume unico di “Bone” di J.Smith, sintesi azzardata ma riuscita tra epica tolkieniana e personaggi simil-disneyani, il risultato è sorprendente e garantisce ore di immersione in un mondo secondario da cui si ritorna nel primario corroborati e arricchiti.

Se invece volete un romanzo originale per la sua struttura narrativa a racconti vi consiglio “Olive Kitteridge” di E. Strout. La lettura ha un effetto simile a quello del bellissimo “Stoner” di J.E.Williams: ci viene raccontata la vita di uomini e donne ordinari, immersi in un quotidiano spesso grigio e ripetitivo, rimescolato da impennate drammatiche o comiche, che rendono ogni esistenza pur sempre meravigliosa nell’inesausta ricerca dell’amore che ci meritiamo. Si narra soprattutto di relazioni e dello sguardo ora maschile ora femminile sul mondo.

A tal proposito consiglio due saggi dalla prosa gentile che costituiscono un dittico, la psicoterapeuta Mariolina Migliarese ha infatti pubblicato prima “Erotica e materna”, in cui cerca di scandagliare le ragioni del divorzio di queste due dimensioni nella donna contemporanea, e di recente “Maschi”, in cui analizza la perdita del maschile di riflesso al femminile: la potenza del maschio, chiamata alla difesa e all’esplorazione, si è ripiegata ora in impotenza narcisistica, ora in prepotenza violenta.

Suggerisco un classico che ho riletto recentemente a motivo del mio ultimo romanzo: le “Metamorfosi” di Ovidio. Lasciatevi incantare dalla gioia del narrare lo spettacolo del mondo, che per gli antichi era frutto dell’originario trasformarsi delle vite di uomini e dei in oggetti, piante, animali, creature di ogni tipo. Da Eco a Narciso a Orfeo ed Euridice, una cavalcata nella meraviglia dei miti nei versi seducenti del poeta latino. Senza meraviglia non si dà nessuna domanda, nessuna esplorazione, solo dalla meraviglia scaturisce una vita più viva, non la vita che viviamo, ma la vita attraverso cui viviamo, quella che ci nutre e rende la prima una sorpresa continua.

PS. visto che siamo a Natale ne approfitto per aggiungere il bel volume di J.Ratzinger “L’infanzia di Gesù”, che sposa precisione esegetico-teologica con una prosa semplice. Per aprire uno spiraglio sul mistero del Natale. Che sia meraviglioso per tutti i lettori selvaggi.

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Ecco i consigli del 2016 e quelli del 2015. E se non foste sazi ecco un’altra bella lista di consigli per tutti i gusti ed età.

2 responses to “Che libro ti regalo?”

  1. Fiammetta Mura ha detto:

    Spunti di meraviglia, inseguendo il meraviglioso.

  2. Betty ha detto:

    Amici libri, riuscite a far parlare il silenzio e insieme a mantenerlo tale. Tra i miei tanti libri preferiti, visto che siamo a Natale: Erri de Luca, In nome della madre. Una riflessione profonda che fa riflettere nel profondo

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