18 settembre 2011

Una scuola come un’orchestra

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=T7TI-AJi2O8[/youtube]

 

In questa scuola hanno deciso di accogliere la sfida lanciata da un’altra: il miglior Lip Dup, un video in cui si finge di cantare una canzone. Oltre a strappare il sorriso (il che è sempre meritorio), colpisce il fatto che tutti partecipano al video, girato in un’unica sequenza e complicato dall’effetto reverse. Se ne esce con l’adrenalina addosso: questa è una scuola! E se mettono lo stesso impegno nello studio e nell’insegnamento, questa non è solo una scuola, ma una centrale nucleare. Il pubblico applaude, sorride e sotto sotto pensa: anche io!

Pensate ad una scuola così, in cui tutti si muovono verso un unico fine: la ricerca e l’amore per la verità, il bene e la bellezza.

Questo è l’unico spartito che può rendere una classe, un consiglio di classe, un’intera scuola un’orchestra unita.

E se in una scuola italiana ogni classe imparasse a memoria un canto della Divina Commedia e lo recitasse coralmente o a più voci nella piazza principale della città? O inventasse qualcosa per un concorso scientifico e ne facesse una mostra pubblica? O ripulisse un monumento trascurato?

Io me li immagino i 1600 ragazzi della mia scuola a fare qualcosa del genere: che rivoluzione “silenziosa” sarebbe! Nei loro cuori e nelle loro teste. E magari anche in quelli di chi assiste.

Che ne dite?

19 responses to “Una scuola come un’orchestra”

  1. ha detto:

    io ti dico: organizziamolo, assolutamente!
    Sono una mamma di una ragazza di 14 anni, prima liceo sc., Milano, ma purtroppo non della tua scuola! se ti si può dare una mano: io ci sono!

  2. Afavordialibi ha detto:

    E’ un liceo americano.
    E anche privato,sono pieni di fondi per fare questo e molto altro.
    Hanno a disposizione veri e propri campus in cui,ognuno secondo le personali inclinazioni, può fare tutto e inventarsi qualsiasi cosa.
    In America la scuola pubblica ha problemi serissimi, ma ai fortunati che si possono permettere le rette dei licei privati,và la migliore istruzione del mondo.
    Non solo non si possano fare paragoni ma applicare lo stesso schema per le scuole italiane è quasi impossibile!!!

    • Prof 2.0 ha detto:

      E chi ha detto che dobbiamo copiarli? Sono stanco del disfattismo, del pessimismo, del non si può fare. Credo che in Italia sia molto più semplice fare una cosa del genere: vivo e lavoro nella scuola, e conosco per esperienza sia quella pubblica sia quella privata. La risorsa non sono i soldi, ma i ragazzi! Ho fatto un cortometraggio di 15 minuti con ragazzi di tre licei di Milano, due pubblici e uno privato. Nessuno mi ha dato un euro. Hanno fatto tutto i ragazzi. Si può fare.

      • ha detto:

        hai ragione, è necessario smettere di trovare sempre scuse per il proprio non fare. Io parlo da ignorante per quanto riguarda il settore scuola: lavoro come art director, ma per esperienza personale posso dire che molte delle cose che ho realizzato (con molta fatica, naturalmente) se avessi dato retta alle persone disfattiste che avevo intorno non le avrei di certo fatte. Ho 33 anni, ho cambiato 4 lavori (pare che nel mio settore non esista il contratto a tempo indeterminato…) dove sono riuscita a mettere in piedi grandi cose semplicemente con la “politica” del si può fare se lo ritieni un bene per la società per cui lavori. Mi sono scontrata con molti, ma alla fine la mia convinzione di realizzare del bene ha vinto e io ne sono uscita molto felice. Credo che anche i ragazzi che incontra Alessandro abbiano bisogno di questo, di poter realizzare qualche cosa che essi desiderano ardentemente per la loro vita, e nel realizzarlo possano farlo vedere a tutti gli adulti che incontrano.

  3. Mônica Leite ha detto:

    Ciao D’Avenia,
    Egli sa che il video e il testo mi ricorda un sacco di gincane scuole pubbliche del Brasile, i giovani qui impegnarsi in queste attività, in cui due saranno una sola unità, con temi che riflettere e fare ricerca, come pure!
    Nel centro dove lavoro, stiamo perseguendo questa unità per aiutare i giovani di incontrarsi e di avere un destino buono!

    Grazie per la vostra attenzione,
    Andiamo in Brasile!

  4. Monica ha detto:

    Non è facile unire magari 1600 studenti subito. Ma è vero che “alzare l’asticella” paga. Nella scuola pubblica in cui ho lavorato due anni, alcune classi hanno partecipato a un concorso su Dante insieme a 1600 studenti del resto d’Italia; altri hanno messo in scena collettivamente un dialogo di Platone, a Lignano Sabbiadoro; il secondo anno hanno davvero organizzato una mostra scientifica proposta a tutta la città, spiegandola a turno; e per Haiti hanno messo in piedi una cena-concerto-lotteria, che oltre a mandare aiuti laggiù, ha scoperto veri e propri talenti.
    Certo occorre tantissimo tempo e pazienza nel costruire; nel curare i gesti, ma soprattutto nel dare (e ricevere) fiducia. E oltre alla “gasatura”, sono convinta che quel che si è costruito resterà nel profondo, in loro come in me e nei miei colleghi. Alcuni ambienti lo permettono subito, in altri occorrono anni; ma è vero che il discriminante non sono appena i soldi (il liceo in questione era una scuola di stra-provincia), ma quell’imponderabile che sono i desideri e la libertà di ogni attore in gioco…

  5. ElyB ha detto:

    Hai in testa un’idea? Mettila in pratica! Hai in mente una cosa tipo il video che hai postato? Falla, non aspettare il benestare di nessuno; le istituzioni sono sempre un passo indietro rispetto alle idee della gente ed il pessimismo con cui vengono accolte le novità è solo un’altra scusa di chi vuole che le cose rimangano come sono. Le risorse le potrai trovare strada facendo. Hai 1600 menti su cui poter contare, e tu sai benissimo con la tua esperienza, che i ragazzi hanno un grandissimo potenziale creativo ed energia da vendere. Hai scritto un libro ed uscirà un film, un domani potrà anche ispirare un musical…

  6. wow ha detto:

    Domani inizierò ad insegnare… e mi esalto!

  7. Gianluca ha detto:

    Lo spunto che hai trovato direi che è ottimo. Penso anch’io che creare «fermento» tra i ragazzi sia un ottimo modo per educare persone gioiose, energiche, che sanno apprezzare la vita.
    Bisognerebbe pensare a delle formule che possano coinvolgere e mettere in discussione il più possibile, nell’ottica di un’esperienza davvero indimenticabile per i ragazzi!
    Nel mio ex liceo un mio ex professore (di Lettere) ha creato il progetto «Ad Alta Voce»: con la collaborazione di una insegnante di recitazione viene creato uno spettacolo teatrale dove i ragazzi recitano testi letterari abbinandoli ad una coreografia. Per chi volesse dare un’occhiata: http://www.liceoamaldi.it/node/955

  8. Patrizia, Acireale ha detto:

    io dico: Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!

  9. francesca alvino ha detto:

    oi gentile prof. grazie ancora per le sue parole! spesso come lei ben conosce verso il periodo di fine novembre si sente nella scuola l’aria di”occupazione”. molti studenti fanno occupazione ma non sono “in occupazione” a volte non sono nemmeno motivati a protestare e questo è molto triste . credo che ci siano molti modi per manifestare e proteggere i nostri sogni e i dirritti che ci spettano ; se l’italia mostra uno stereotipo di giovane svogliato, annoiato dalla sua vita ancora acerba, indifferente , pigro noi dovremmo come minimo dimostrare che ciò non è vero che questo giovane italiano non è reale ! potremmo fare lezione in piazza, organizzare manifestazioni a scopo culturale per dimostrare che della rubi, dei partiti, a noi non importa proprio nulla se non ci garantiscono una prospettiva di futuro . dimostriamo che si sbagliano che stanno inventando la più grossa menzogna del secolo. ascoltiamo spesso di precari, disoccupati, perone stanche di lavorare, ragazzi viziati ma quasi mai si parla dei nostri eroi moderni che compiono straordinari tutte le sere per le loro famiglie e questo non è amore secondo voi? queste persone che hanno voglia di vivere e come dice etty hillesum se non sarà dio ad aiutare me sarò io a d aiutare dio , prendiamo esempio dalla storia per crearne una nostra e facciamo vera “storia” , studiamo non per il voto che tanto è solo un numero bensì per amor proprio , avviciniamoci alla bellezza ricerchiamola ogni giorni e innamoriamoci di questo mondo che ci viene mostrato così brutto ma in fondo non lo è . io le ripropongo il mio invito al liceo ginnasio statale g.b vico di napoli. se volessimo organizzare qualcosa con più scuole italiane sarebbe davvero bello e significativo . un abbraccio prof.

  10. Maria Teresa ha detto:

    Ecco cosa mi ha ricordato la tua meravigliosa proposta:http://youtu.be/3tA2gPk3rnA
    ciao!

  11. M. Cristina ha detto:

    Questo è un invito ufficiale per Alessandro D’Avenia e i suoi alunni. Siete impegnati il 16 febbraio 2012? Nella nostra scuola abbiamo già iniziato a “cantare e suonare in coro”; sarebbe bello condividerlo con voi!
    Vi lascio alcune parole chiave per indovinare un po’:):)
    INNAMORARSI…MOGOL…AMORE…CANZONI…BALLETTI…INTERVISTE…VIDEO…TEATRO CITTADINO…TERAPIA DI COPPIA…
    Volete saperne di più?

    Volete venire?:):)

  12. Maria Teresa ha detto:

    “…colpisce il fatto che tutti partecipano…”

    “…questa è una scuola! E se mettono lo stesso impegno nello studio e nell’insegnamento, questa non è solo una scuola, ma una centrale nucleare….”

    “…Pensate ad una scuola così, in cui tutti si muovono verso un unico fine: la ricerca e l’amore per la verità, il bene e la bellezza.
    Questo è l’unico spartito che può rendere una classe, un consiglio di classe, un’intera scuola un’orchestra unita….”

    “…che rivoluzione silenziosa sarebbe! Nei loro cuori e nelle loro teste. E magari anche in quelli di chi li assiste…”

    Tutti, anche i genitori, anche in una scuola pubblica, possono fare grandi cose…insieme.

  13. giovanni.dm ha detto:

    bello!
    Una via di mezzo tra Nodo alla Gola e… High School Musical!

  14. nunzia ha detto:

    Magari fosse cosi anche da noi! L’ultima della mie 4 figlie sta frequentando la 2 liceale. Ma quanta stanchezza ci stiamo portando dentro ! La ragazza comincia a pensare che studiare è diventata una fatica inutile , anche perchè qui a Palermo la scuola pubblica non offre nulla per far sì che i ragazzi si appassionino , e con mio enorme dispiacere devo dire che gli insegnanti anziche ”formare ” e aiutare nella crescita gli adolescenti in parte distruggono cio’ che la famiglia cerca di trasmettere loro. Grazie di tutto Alessandro ti seguo e ti stimo.

  15. federica ha detto:

    quelle pagine bianche in fondo al libro non sono una coincidenza, vero? bel libro, complimenti.

  16. Barbara ha detto:

    Aspetterò questo nuovo libro come un dono… “Bianca come il latte rossa come il sangue” è stato per me fonte di riflessioni importanti… mi ha fatto recuperare un po’ la parte “adolescente” che vive ancora in ognuno di noi, importante risorsa per sintonizzarsi sul mondo dei figli adolescenti.
    L’attesa per questa tua ultima fatica è tanta, e come tutte le attese… ha una sua dolcezza. Grazie Alessandro, in bocca al lupo, i tuoi studenti sono molto fortunati!!! Barbara

Rispondi a francesca alvino Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *