Ultimo banco 289. Non ho l’età
Qualche giorno fa abbiamo portato a termine un’odissea: l’Odissea. Abbiamo letto integralmente il poema in classe ad alta voce, e quando ho pronunciato l’ultimo dei 12.110 versi si è levato […]
Qualche giorno fa abbiamo portato a termine un’odissea: l’Odissea. Abbiamo letto integralmente il poema in classe ad alta voce, e quando ho pronunciato l’ultimo dei 12.110 versi si è levato […]
Con una matita puoi salvarti la vita. Me lo ha ricordato Nevio Vitelli che, all’età dei miei studenti, fu internato nel campo di concentramento di Dachau. Era il 1944 e […]
Non so come funzioni la memoria ma so che è tutto, perché la continuità dell’io dalla culla alla tomba non è nella materia (le cellule del nostro corpo mutano di […]
Un mese fa ho partecipato alla Fiera del libro di Francoforte. Al di là dell’intervento che ho tenuto in Fiera sul perché abbiamo bisogno dei classici, ho potuto incontrare i […]
Se il lunedì indica la ripresa della vita ordinaria, oggi è il primo vero lunedì dell’anno, il lunedì più lunedì di tutti. La sveglia è più faticosa, abbiamo addosso tutto […]
“Sono un’intelligenza artificiale e non ho la capacità di scrivere un capolavoro in modo autonomo. Tuttavia posso fornirti dei consigli su come scriverlo”. Questo è quanto ha risposto ChatGPT, potente […]
La vita è grande, buona, attraente ed eterna. Lo scrive nel suo Diario una ragazza ebrea morta ad Auschwitz a 29 anni: Esther (Etty) Hillesum, che voglio ricordare in vista della prossima giornata della Memoria. La scrittrice Elisabetta Rasy le ha dedicato un’intensa biografia (Dio ci vuole felici. Etty Hillesum o della giovinezza) come gesto di gratitudine per averle fatto scoprire, in momenti oscuri, che vivere è trovare la propria forma, in qualsiasi circostanza.
Quale è stata la cosa più bella di ieri? Ho chiesto qualche giorno fa a una classe di universitari di un master di scrittura. Li incontravo per la prima volta […]
Fra le lapidi rose dall’aria salmastra che soffia sul cimitero dei Cappuccini a Palermo ce n’è una protetta da un recinto di ferro battuto. Incisi sulla pietra, due nomi: Alexandra Wolff […]
«Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, […]